Febbraio, che si è appena concluso, per il Giappone è il mese dell’Haiku (NaHaiWriMo): ventotto giorni dedicati alla scrittura quotidiana di un componimento al giorno come esercizio di attenzione e consapevolezza.
Una buona pratica zen diventata un progetto digitale sulla piattaforma nahaiwrimo.com, nata per unire una comunità internazionale di appassionati, dove è possibile iscriversi gratuitamente.
Il sito offre suggerimenti giornalieri, spazi per condividere i propri haiku e interagire con altri partecipanti da tutto il mondo. Non servono mesi di preparazione né strumenti particolari: bastano carta, penna e la volontà di rallentare per scrivere quello che è un componimento di 17 sillabe suddivise in tre versi, che combina una parola stagionale (kigo) e una cesura (kireji), uno scritto che pone al centro sempre l’immagine.
Tanti sono i poeti del panorama letterario giapponese che hanno raggiunto la fama grazie alla composizione di alcune delle più belle forme di haiku. Tra questi spiccano Matsuo Bashō, massimo esponente di questa forma poetica.
ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI DELL’HAIKU
Punto di partenza sono i luoghi descritti da Matsuo Bashō, nel suo diario in forma di prosa e poesia, “Oku no Hosomichi” (“Lo stretto sentiero del profondo nord”), racconta il pellegrinaggio letterario compiuto verso nord est alla fine del XVII secolo da Edo (oggi Tokyo) per riscoprire i luoghi cantati dalla letteratura del passato, come la suggestiva Baia di Matsushima, punteggiata da oltre 200 isolette dalle molteplici forme su cui crescono pini. Un paesaggio sospeso, che sembra nato per essere racchiuso in diciassette sillabe.
Altra tappa è il tempio Risshaku-ji: un complesso arroccato tra foreste di cedri e pendici rocciose. Per raggiungerne la sommità occorre salire più di mille gradini in pietra ma la fatica è ripagata da un panorama che invita al silenzio e alla contemplazione. Qui Bashō compose uno dei suoi haiku più celebri.
Da vedere anche la “Luce eterna del Buddismo”, una fiamma che brucia da oltre 1.000 anni, custodita nella Sala Konponchu-do, ai piedi della montagna e il santuario Shiogama Jinja, che domina la baia dall’alto di una collina e che durante l’anno si anima di festival, danze e musica tradizionale, soprattutto nel periodo della fioritura dei ciliegi.
Il tour letterario prosegue con la prefettura di Nagano, che ha dato i natali a un altro nome illustre della tradizione haiku Kobayashi Issa, a lui è dedicato l’Issa Memorial Hall a Shinanomachi, immerso in una natura che ha fatto della “forest therapy” una pratica riconosciuta e studiata.
Lo Shiki Memorial Museum, sull’isola di Shikoku nella città di Matsuyama, è il museo dedicato a Masaoka Shiki, riformatore dell’haiku moderno.
Matsuyama custodisce anche uno degli stabilimenti termali più antichi del Giappone, Dōgo Onsen, fonte d’ispirazione per Hayao Miyazaki nella realizzazione de “La città incantata”. Di fronte alla stazione di Dōgo Onsen si trova l’orologio meccanico Botchan Karakuri, ispirato al romanzo Botchan (“Il signorino”) di Natsume Soseki, che ogni ora, con un sottofondo di musica, si anima e rivela i personaggi del romanzo.
Tra altri luoghi iconici della città, il Castello di Matsuyama, uno dei pochi castelli giapponesi ad aver conservato l’edificio originale.
Sono poi diverse le esperienze che si possono vivere, tra cui sessioni di tamburi taiko e la possibilità di indossare un’armatura da samurai. Momento dell’anno perfetto in cui visitarlo è la primavera, stagione in cui la fioritura dei ciliegi tinge di rosa i dintorni.

