Sono 1.300 i cantieri aperti attualmente dal Gruppo Fs in Italia sulla rete ferroviaria per un investimento di 11,6 miliardi di euro. L’obiettivo è migliorare la rete infrastrutturale della Rete Ferroviaria Italiana attraverso una trasformazione che si traduce in grandi opere, interventi di manutenzione e aggiornamenti tecnologici.
Un impegno che Giuseppe Inchingolo, chief corporate affairs, communication & sustainability officer del Gruppo Fs, ha tradotto anche in termini di impatto mediatico e sociale, citando le 284 milioni di impression sui social e un dialogo costante avviato con tutti gli attori coinvolti in queste imprese, incluse le Regioni italiane cui sono stati dedicati incontri incentrati sulle trasformazioni in atto.
Non si tratta solo di binari e traversine, ma di una manovra economica che lo scorso anno ha generato un indotto di oltre 20 miliardi di euro sul valore della produzione e un contributo al Pil per 8,6 miliardi, sostenendo l’occupazione di 112mila persone nelle filiere coinvolte.
Nell’ultimo triennio sono state completate alcune delle principali infrastrutture e si sono conclusi numerosi interventi a livello tecnologico. I lavori attualmente in corso interessano i principali corridoi ferroviari, lo sviluppo delle nuove linee Av/Ac e il rafforzamento della rete regionale.
Aldo Isi, ad e direttore generale di Rfi, ha confermato che lo sforzo attuale «non ha precedenti nella storia recente del Paese». Il numero dei cantieri è salito costantemente, passando dai 1.250 dello scorso anno ai 1.300 attuali, a testimonianza di una macchina operativa che sta viaggiando a pieno regime grazie anche alla spinta impressa dal Pnrr. Su questo fronte, il Gruppo Fs ha già investito 18 dei 25 miliardi assegnati dal Piano Nazionale fino a febbraio 2026, raggiungendo con precisione tutti i target intermedi.
Questa accelerazione si riflette in un incremento del 49% del volume degli investimenti rispetto al 2023, consolidando il Gruppo come il principale investitore infrastrutturale d’Italia. La strategia finanziaria è chiara: il 63% delle risorse è destinato alle grandi opere strategiche, mentre il 37% è focalizzato sulla manutenzione della rete.
Nel corso dei prossimi 12 mesi, il panorama ferroviario vedrà cambiamenti radicali. Tra le tappe più attese figura il nodo di Genova, dove l’attivazione del sestuplicamento tra Principe e Brignole permetterà finalmente di separare i treni regionali e metropolitani dalla lunga percorrenza, aumentando la puntualità complessiva. Anche il Nord-Est sarà protagonista con l’avanzamento della linea Brescia-Verona sul corridoio Av della Milano-Venezia; proprio a Brescia, tra circa un mese, inizieranno a circolare i primi treni prova, segnale che i lavori sono in dirittura d’arrivo. Nel frattempo, a Roma, la stazione Pigneto è destinata a trasformarsi in un nodo di interscambio vitale, collegando le linee Fl1 e Fl3 con la Metro C.
Il Mezzogiorno d’Italia occupa una posizione centrale in questa programmazione. La tratta Napoli-Bari sta procedendo a ritmo serrato, con l’attivazione del lotto Napoli-Cancello prevista già per luglio 2026, che faciliterà l’interscambio con la stazione di Napoli Afragola. In Sicilia sono in corso i lavori per l’asse Palermo-Catania-Messina, oltre agli interventi sull’anello ferroviario del capoluogo siciliano.
Isi ha ammesso che le interruzioni previste per questi lavori sono impattanti, con un aumento delle ore di stop del 115% rispetto al passato, ma ha spiegato come il nuovo modello di gestione preveda cantieri più lunghi e concentrati nei periodi di minor traffico. Questo approccio permette di ottimizzare le risorse e ridurre i disagi totali nel medio-lungo periodo, garantendo al contempo che le direttrici turistiche come l’Adriatica e la Tirrenica restino percorribili durante la stagione estiva.
Dal 20 luglio al 28 agosto, infatti, stop alla linea ferroviaria Genova-Milano, su entrambi i binari tra Pavia e Voghera, per i lavori di manutenzione straordinaria sul ponte Po. Nel periodo di interruzione totale, comunque, i collegamenti tra il capoluogo ligure e quello lombardo saranno comunque garantiti su itinerari alternativi.
Nello specifico: dal 3 giugno al 19 luglio la circolazione ferroviaria lungo la Genova-Milano sarà ridotta tra Voghera e Pavia, con transito su binario unico e rimodulazione dei collegamenti. Dal 29 agosto al 30 settembre è prevista un’interruzione di un binario tra Voghera e Pavia, con transito su binario unico e rimodulazione dei collegamenti.
Infine, nonostante l’instabilità dei mercati, Fs Energy assicura l’approvvigionamento necessario, attraverso un’autonomia del Gruppo che mette il sistema al riparo da shock energetici esterni. In questo quadro di rinnovamento totale, che include anche il potenziamento estetico e funzionale di numerose stazioni, il progetto finale rimane ambizioso quanto concreto: aumentare del 30% la quota di popolazione raggiunta dai collegamenti ad Alta velocità, riducendo le distanze fisiche e sociali del Paese.

