Porte aperte al travel sulla richiesta di aiuti per affrontare le ricadute legate alla crisi nel Golfo. L’ultima riga del comunicato stampa diramato dal ministero del Turismo – sul confronto di questa mattina (giovedì 19 marzo) in via di Villa Ada fra il ministro Daniela Santanchè e i rappresentanti di agenzie di viaggi e turismo organizzato – non lascia spazio a dubbi: “Il ministro, dopo aver ascoltato le associazioni, ha confermato la disponibilità del ministero a studiare misure a supporto del settore”.
Si è trattato di un tavolo tecnico – si legge ancora nella nota ufficiale del Mitur – “orientato ad analizzare le possibili soluzioni in risposta alle sfide e alle criticità che il conflitto in Medio Oriente sta generando nel comparto. Le associazioni, apprezzando la tempestività dell’incontro, hanno illustrato le problematiche attuali e sottolineato come tali circostanze stiano superando il carattere di emergenza, risultando sempre più frequenti”.
Se si tratterà di sgravi, tax credit o un fondo perduto (l’ipotesi più remota) lo scopriremo, forse, al prossimo appuntamento. Presumibilmente entro due settimane.
LE RICHIESTE DELLE ASSOCIAZIONI
Ma cosa hanno chiesto le sigle del turismo organizzato? “Misure di carattere emergenziale e strutturale”. Lo hanno riferito le associazioni stesse in un comunicato congiunto post incontro firmato Astoi, Fto, Fiavet, Aidit, Assoviaggi, Maavi e Aiav. A Santanchè hanno sottolineato come tour operator e agenzie continuino “a garantire assistenza, professionalità e tutela del viaggiatore anche in una fase segnata da forte instabilità, cancellazioni, riprotezioni e aumento dei costi”. Una situazione definita “insostenibile” per le imprese, a cui porre rimedio con interventi rapidi sul piano economico e normativo, “sia a carattere contingente per affrontare l’emergenza, sia a carattere strutturale per rafforzare il comparto”.
“Il ministro – si legge ancora nella nota – pur evidenziando i vincoli comunitari sugli aiuti di Stato e la limitatezza delle risorse nazionali, ha garantito il proprio impegno per la verifica di soluzioni praticabili e utilizzabili in tempi rapidi”. Una ricognizione che inevitabilmente passerà “anche attraverso il coordinamento” con l’Europa e con gli altri Paesi membri.
Santanchè, riferiscono le associazioni, “ha anche affermato di volersi attivare per il reperimento di risorse disponibili, sia all’interno del proprio dicastero, sia attraverso le interlocuzioni con gli altri ministeri competenti”, in particolare quello dell’Economia e delle Finanze.
Dopo il passaggio con Bruxelles, sarà convocato un nuovo tavolo, entro due settimane. L’auspicio del turismo organizzato è “che possano effettivamente seguire misure celeri e concrete, in grado di sostenere e rafforzare le imprese e, con esse, il livello di protezione offerto ai viaggiatori”.
LE TAPPE PRECEDENTI
L’improvvisa escalation bellica in Medio Oriente – scaturita dall’offensiva israelo-americana del 28 febbraio contro l’Iran e dalla reazione di Teheran – ha provocato non solo la chiusura degli spazi aerei e il più grande black out di voli e destinazioni dai tempi della pandemia, ma anche problemi a cascata per il turismo globale, tra prenotazioni cancellate e richieste di annullamento per i pacchetti vacanza.
Motivo per il quale le associazioni del turismo organizzato, memori della tempesta Covid, si sono rivolte direttamente al governo, invocando sostegni per debellare una crisi che ha investito anche Oceano Indiano, Sud-est asiatico ed East Africa, uno snodo fondamentale per l’outgoing di casa nostra.
Un grido di dolore che era stato recepito subito da Santanchè nel giorno dell’inaugurazione di Bmt a Napoli, una settimana fa. To be continued.

