Una risposta fuori dalla norma per una crisi eccezionale e mai vissuta prima. Con la chiusura dello spazio aereo dovuta alla grave crisi nel Golfo, il governo degli Emirati Arabi Uniti ha ordinato a tutte le strutture di Abu Dhabi e Dubai di ospitare gratis i clienti bloccati – senza volo di ritorno – facendosi carico delle fatture.
L’autorità per l’aviazione civile copre totalmente le spese di vitto e alloggio e la riprotezione dei voli per i circa 22.400 passeggeri italiani rimasti a terra negli Emirati (in tutto il Golfo sarebbero oltre 54mila). Inoltre, 250 proprietari privati hanno messo a disposizione gratuitamente i propri appartamenti.
In questa maniera gli Emirati varano un standard per il turismo globale senza precedenti (complici, indubbiamente, le immense risorse alle quali possono attingere), evitando il panico generale negli aeroporti e garantendo un altissimo livello di sicurezza a tutti i turisti.
Il consiglio è di restare in contatto con il proprio hotel e la compagnia aerea. Per gli italiani è attivo il numero di emergenza dell’Ambasciata ad Abu Dhabi: +971508180780. La Farnesina ha attivato la “Task Force Golfo” con il numero 0636225.
LA RICADUTA SUI T.O.
Diverso il caso delle altre destinazioni indirettamente colpite dalla guerra – Maldive in primis, ma anche Sri Lanka, Sud est asiatico, East Africa – dove molti sono i passeggeri rimasti bloccati in loco, causa cancellazione dei voli in connessione sugli hub del Golfo. In tal caso, nessun governo sembra essersi adoperato per coprire le spese di estensione di soggiorno e i costi vivi ricadono sui tour operator.
OPERAZIONE RIMPATRI
Uno dei temi cruciali è la messa in sicurezza dei turisti nel Golfo e la facilitazione dei rimpatri. Cruciale l’attraversamento via terra della frontiera per l’Oman dagli Emirati, sempre a carico dei t.o. nel caso dei viaggi organizzati.
Il ministero degli Esteri italiano, sul sito Viaggiare Sicuri, fa sapere – oggi 2 marzo – che dopo le chiusure a singhiozzo di domenica, ora i confini risultano aperti. Ai passaporti italiani viene apposto alla frontiera un timbro omanita valido per 14 giorni dall’arrivo nel Paese. Oltre le due settimane previste, e in assenza di provvedimenti speciali per il conflitto in corso, sarà applicata una sanzione di 10 omr (rial omaniti) per ogni giorno di permanenza in più.
La Farnesina specifica poi che “per attraversare la frontiera con un’auto noleggiata negli Emirati, è necessaria un’assicurazione riconosciuta anche in Oman” e che “al momento risulta difficile trovare collegamenti aerei dall’Oman con l’Italia a causa dell’elevata richiesta”. L’Ambasciata d’Italia in Oman ha comunque un presidio aperto h24 presso l’attraversamento di Hatta.
ALPITOUR IN PRIMA LINEA
Fronte tour operating, il Gruppo Alpitour – in unità di crisi dall’inizio dei raid – è riuscito ieri nell’impresa di spostare 98 passeggeri più 4 infant da Dubai a Muscat via terra, confermandosi valido alleato della Farnesina in situazioni di emergenza. Una parte di questi è partita già oggi per l’Italia con un volo Oman Air. Domani, martedì 3 marzo, sono previsti invece due servizi per il rimpatrio dei passeggeri da Salalah e Muscat per Verona e Roma. Sempre da Salalah e dalla capitale omanita è programmato poi un ulteriore volo Neos per Milano, nella giornata di venerdì.
LA SITUAZIONE IN ISRAELE
Il ministero del Turismo sta assistendo i turisti presenti in Israele nelle procedure di uscita dal Paese: attualmente se ne contano circa 37.400, ma dall’inizio dell’operazione in 700 hanno lasciato il Paese. Il governo è pronto a supportare i visitatori che desiderano partire, organizzando il trasporto verso i valichi di frontiera terrestri, e mantiene un contatto costante con l’Israel Incoming Tour Operators Association, che coordina i gruppi in soggiorno.
Questa la situazione dei valichi:
– Menachem Begin Crossing (Taba): aperto 24 ore su 24.
– Yitzhak Rabin Crossing (Arava): aperto dalle 06:30 alle 20:00.
– llenby Bridge Terminal: aperto dalle 09:00 alle 17:00; accettazione turisti fino alle 14:30.
– Jordan River Crossing (Beit She’an): aperto dalle 08:30 alle 17:00 (accesso consentito fino alle 15:30).
GLI ALTRI PAESI MONITORATI
Sempre in base alle indicazioni di Viaggiare Sicuri, ecco la situazione negli altri Paesi:
QATAR. Alla luce dell’escalation militare nella regione si raccomanda ai connazionali presenti in Qatar di esercitare massima prudenza e di rimanere in luoghi riparati. Lo spazio aereo è al momento chiuso; si invita a contattare le compagnie aeree per verificare i propri itinerari di viaggio. È attiva una linea telefonica di Qatar Airways per il supporto ai viaggiatori che risponde al numero +974 4144 5555.
Si invita inoltre a limitare gli spostamenti interni allo stretto necessario, evitando l’avvicinamento a installazioni militari e luoghi di assembramento. Per casi di emergenza è possibile contattare l’Ambasciata al numero +974 55513365.
BAHREIN. Si raccomanda ai connazionali presenti in Bahrain di rimanere in luoghi riparati e di aggiornarsi in base agli sviluppi in loco. Esercitare massima cautela negli spostamenti che devono in ogni caso limitati allo stretto indispensabile, evitando in particolare di avvicinarsi a installazioni militari e luoghi di assembramento.
Si consiglia di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali, in particolare l’invito a non trasmettere foto o video di attacchi che mostrino obiettivi riconoscibili, in quanto tale comportamento può essere punito con una pena fino a 5 anni di reclusione e/o con una sanzione di 5.000 bhd (circa 11.300 euro).
Lo spazio aereo del Bahrein è chiuso in considerazione dell’attuale situazione bellica. L’aeroporto internazionale del Bahrein (BIA) ha sospeso le operazioni temporaneamente. Si raccomanda ai connazionali in procinto di viaggiare di mettersi in contatto con le compagnie aeree di riferimento e di monitorare il sito dell’aeroporto bahrainairport.bh.
Per casi di emergenza è possibile contattare l’Ambasciata a Manama al numero +973 39539079.
ARABIA SAUDITA. Si raccomanda ai connazionali presenti nel Paese di evitare spostamenti non essenziali e di aggiornarsi in base agli sviluppi. Esercitare massima cautela negli spostamenti, evitando in particolare di avvicinarsi ad installazioni militari e luoghi di assembramento. Si raccomanda pertanto di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali. Per casi di emergenza è possibile contattare l’Ambasciata al numero 00966 505254792 e il Consolato Generale a Gedda al numero 00966 506678310.

