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Handling, spinta Iata: «È ora di innovare»

Handling aeroportuale_archivio

Attrezzature di supporto a terra più performanti e digitalizzate: è l’esplicita richiesta della Iata nel corso della 38ª Conferenza sull’assistenza a terra (Ighc) che si è tenuta al Cairo, organizzata dalla Egyptair.

«L’assistenza a terra – ha spiegato Monika Mejstrikova, direttrice delle operazioni a terra di Iata – è spesso invisibile ai passeggeri, ma quando qualcosa va storto, tutti se ne accorgono. Una più rigorosa applicazione degli standard, attrezzature più intelligenti e la digitalizzazione sono i principi fondamentali che renderanno le operazioni a terra più sicure, efficienti, sostenibili e resilienti».

Nel corso della conferenza il team Iata ha sottolineato che gli standard globali, tra cui lo Iata Ground Operations Manual (Igom) e l’Airport Handling Manual (Ahm), sono essenziali per operazioni sicure ed efficienti. Oltre 1.000 utenti registrati, tra cui 280 compagnie aeree e 700 account di operatori di assistenza a terra, utilizzano ora il portale operativo per allinearsi a questi standard. Nel 2025 sono stati condotti quasi 300 audit nell’ambito del programma Isago, che hanno coinvolto 230 fornitori di servizi in 441 stazioni.

È stata inoltre evidenziata la necessità di modernizzare le flotte di attrezzature di supporto a terra (Gse): i danni a terra degli aeromobili rimangono un rischio operativo importante, con oltre 29.000 eventi segnalati nel 2025.
La Iata ha sottolineato l’importanza della transizione verso Gse avanzate con tecnologia anticollisione e Gse elettriche per migliorare la sicurezza e ridurre le emissioni.

Il programma di riconoscimento per le Gse avanzate ha ricevuto oltre 450 candidature, convalidando 187 stazioni e riconoscendone 75 per la riduzione del rischio operativo. Le Gse elettriche possono ridurre le emissioni durante le soste a terra del 35-52%, a seconda dell’attrezzatura e della fonte di energia elettrica.

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