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Hotel tra investimenti e costi in aumento: l’analisi di Best Western

Sara Digiesi

Accedere al miglior prezzo, rispondere al meglio ad esigenze logistico-organizzative e investire sul customer service: ecco le tre motivazioni principali per le quali le aziende alberghiere scelgono di affidarsi alle centrali acquisti per i propri approvvigionamenti.

A scattare una fotografia del settore e di questa attività così importante per l’hospitality, oggi più che mai visti rincari e inflazione, sono stati Bwh Hotel Group Italia e SI Supply che hanno presentato i risultati della ricerca dell’Osservatorio Acquisti dedicata al mondo Horeca. L’analisi è stata condotta da Met e Bidsa Bocconi e curata dal professor Luca Molteni.

L’oggetto della ricerca è il processo degli acquisti nell’ambito del settore dell’hospitality in Italia e il livello di approfondimento si è concentrato sull’analisi dei comportamenti d’acquisto.

«La ricerca effettuata ha consentito di approfondire il processo di acquisto di un campione rilevante di aziende alberghiere, mettendo in luce non solo le priorità in termini di investimento, ma anche quali siano i driver e le barriere più significative nella selezione dei fornitori e il ruolo attuale e potenziale delle centrali d’acquisto», dichiara Luca Molteni, assistant professor del Department of Decision Sciences di Università Bocconi.

Secondo Magda Antonioli, senior professor Università e Sda Bocconi: «In un momento di forte spinta inflazionistica dal lato dell’offerta, un’azione di contenimento dei costi e di razionalizzazione lungo la supply chain costituisce di fatto una policy di tipo industriale di grande efficacia. Ancor più di rilievo nella misura in cui riesce a intervenire allo stesso tempo anche su variabili di tipo ambientale».

Il campione preso in considerazione per la survey è composto dai responsabili del procurement – imprenditori alberghieri e manager – intervistati nel mese di giugno 2022. La fotografia delle strutture, di proprietà e in gestione, rimanda un panorama composto da una larghissima maggioranza di una sola struttura, non affiliate a gruppi alberghieri, di cui la metà circa con un range 11-20 dipendenti, di categoria 3 – 4 stelle.

Il personale è il costo che in media impatta maggiormente sul budget, 34,1%, seguito dalle spese per il food & beverage, 21,2% e per l’energia, 17,5%.

Nella scelta del fornitore pesa in modo rilevante il rapporto qualità-prezzo, 94,2%, e la qualità del prodotto, 93,0%. Altrettanto importante è la customer experience, nella quale sono apprezzate la velocità nelle risposte, 90,6%, il supporto in caso di problemi, 90,6% così come le tempistiche per la consegna, 90,1%.

La survey si è concentrata inoltre su tematiche verticali: sostenibilità e qualità – tecnologia. Il focus sulla sostenibilità evidenzia la disponibilità di circa metà del campione a spendere il 10% in più per un prodotto o servizio sostenibile per la lavanderia e il food. In ambito tecnologico, in una scala di valutazione da 1 a 10, al primo posto si collocano le spese per la climatizzazione seguite dall’energy saver, la supervisione e il controllo degli accessi. Per quanto riguarda lavanderia e housekeeping, la maggioranza opta per la gestione interna e gestisce gli acquisti con il binomio decision maker – manager di reparto.

Sul fronte degli investimenti in tecnologia che gli albergatori desiderano implementare spiccano ai primi tre posti la domotica integrata nelle camere, la Smart TV e il sistema di gestione check-in/check-out automatizzato.

La ricerca ha indagato anche la soddisfazione dei clienti sulla gestione degli acquisti: è risultato essere il food per la prima colazione la categoria d’acquisto che ha maggiore impatto sulla soddisfazione degli ospiti delle strutture, secondo l’ 83,9% degli intervistati.

L’ultimo aspetto analizzato riguarda la scelta tra affidarsi ad una centrale acquisti oppure gestire in autonomia. Chi opta per la prima soluzione vuole accedere al miglior prezzo, nel 63,5% dei casi, risparmiare tempo, 55,7%, assicurarsi la garanzia dei fornitori e agevolazioni sui pagamenti, 37,1%, oltre ad assicurarsi un’assistenza pre e post-vendita, 31,1%.

«La ricerca ha confermato il ruolo strategico degli acquisti. Grazie alla nostra SI Supply garantiamo sia qualità nei servizi ai clienti sia competitività agli alberghi affiliati, sollevandoli dalla complessa attività di selezione e negoziazione dei beni e dei servizi estremamente differenziati che compongono la filiera – afferma Sara Digiesi, ceo di BWH Hotel Group Italia – Le partnership con i nostri supplier si sviluppano in modalità e ambiti differenti che comprendono co-creazione e personalizzazione, promozione, insieme ad un approccio che valorizza gli sforzi in ambito ESG per una supply chain sostenibile».

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