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I tre pilastri di Santanchè per il turismo

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Tre parole d’ordine declinate dal ministro del Turismo, Daniela Santanchè, all’assemblea nazionale 2022 di Confesercenti e destinate al settore turistico e al suo pieno rilancio: «Formazione, riqualificazione e innovazione».

«Si tratta di sfide per il futuro – afferma – e il governo farà la sua parte con un approccio molto costruttivo: non agiremo come nemici delle imprese, ma saremo al loro fianco per combattere anche la burocrazia. Inoltre, dobbiamo essere tutti consapevoli che in questo settore sarà essenziale lavorare molto e bene sulla qualità del servizio proprio attraverso la piena applicazione di queste parole d’ordine. Dovremo poi agire su internet per fronteggiare la concorrenza sleale delle grandi piattaforme, con vantaggi a discapito delle piccole e medie imprese».

«Voi siete un presidio per il Paese», ha ribadito Santanchè a Confesercenti, aggiungendo: «Questo governo ce la metterà tutta per offrire regole chiare e uguali per tutti e non dare vantaggi a pochi soggetti. Attualmente abbiamo pochi margini di manovra, ma abbiamo già dato un segnale forte e chiaro: in 5 anni vogliamo togliere 5 punti di cuneo fiscale e ce la faremo, per dare respiro alle imprese. Altra emergenza che ci impegniamo a contrastare è l’abusivismo selvaggio, fenomeno che nel caso dei contratti-pirati sottrae 1 miliardo di euro l’anno in termini di welfare. E per far questo dobbiamo creare dei gruppi di contrasto collegati in una unica grande rete nazionale che possa così contrastare qualsiasi forma di abusivismo».

Il ministro del Turismo ha poi polemicamente richiamato l’attenzione della platea sul reddito di cittadinanza che solo nel settore del turismo ha fatto “perdere” al settore 250mila posti di lavoro e 6,3 miliardi di euro in termini di fatturato: «Non vogliamo più dare la paghetta di Stato, ma porre le condizioni per creare posti di lavoro. Porre le migliori condizioni affinché chi fa impresa possa assumere. In merito poi al Pnrr, le risorse per il comparto turistico (2,4 miliardi di euro) sono certamente esigue, ma con il ministro Raffaele Fitto stiamo cercando nuove risorse attraverso il Fondo di coesione».

«Per tutto il settore turistico, come per altri ambiti di grande valenza economica – ha concluso Santanchè – oltre alla stabilità di governo, c’è bisogno di stabilità delle regole, perché non si può investire senza la certezza delle norme o peggio con l’incubo che possano cambiare da un giorno all’altro».

In chiusura di lavori dell’assemblea, la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise ha lanciato la proposta di istituire al più presto una Agenzia delle Imprese, a partecipazione pubblico-privata, finalizzate a fare informazione e formazione per tutti gli imprenditori: «Il nostro modello di impresa – ha argomentato De Luise – ci è invidiato da molti Paesi esteri: le nostre tipicità, unicità dei vari territori sono tenute in vita soprattutto dalle nostre 350mila piccole e medie imprese. Dobbiamo, dunque, batterci per migliorare il nostro essere sul mercato, ma non certo trasformarci e stravolgere la nostra fisionomia. Siamo un patrimonio per il Paese e dobbiamo lavorare per la giusta valorizzazione. Imprese che possano coesistere con i grandi soggetti con regole chiare e uguali per tutti».

«Gli esercizi di vicinato – ha proseguito De Luise – sono la ricchezza del sistema-Paese e dobbiamo arginare i processi che tendono a stravolgere la vita nei territori. Dobbiamo efficientare queste imprese che sono sul territorio e vicino alle persone. Se l’impresa familiare è l’ossatura del nostro sistema economico, precisamente l’85% del totale, possiamo allora affermare che piccolo non solo è bello, ma anche resiliente. Per sostenere queste aziende occorre anche agire subito sul costo del lavoro e sul cuneo fiscale, bisogna semplificare e formare, e avviare la detassazione per i fringe benefit. E per ripartire dopo questo terribile periodo pandemico – ha concluso – proponiamo anche una sorta di abbonamento fiscale mensile, da versare in base agli effettivi incassi mensili, senza gravare le imprese con gli acconti su conteggi previsionali non sempre in linea con la realtà quotidiana».

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