Iag sfoglia la margherita easyJet. La società madre di Iberia, British Airways, Aer Lingus e Vueling non esclude la possibilità di prendere in esame l’acquisizione della low cost britannica, ma considera l’operazione difficile a causa delle normative europee.
Per quanto infatti l’amministratore delegato, Luis Gallego, ravvisi la necessità di crescita, non perde di vista i rischi derivanti dalla politica di fusione.
Gallego – come riferisce il portale spagnolo Hosteltur – definisce l’opzione più come «un’ipotesi strategica che un’offerta concreta. Il quadro normativo europeo in materia di concorrenza la rende molto difficile».
L’ad inquadra easyJet in una più ampia riflessione sulla necessità di raggiungere economie di scala in Europa. Secondo il Financial Times, la tesi di Gallego è che l’aviazione europea debba consolidarsi per diventare più efficiente e competere meglio con gli altri mercati globali, sempre più concentrati in grandi gruppi internazionali.
Per easyJet spunta anche l’interesse preliminare di Castlelake, un gruppo statunitense di finanziamento privato. Ipotesi che però Gallego ha preferito non commentare.
IL PRECEDENTE DI AIR EUROPA
Non va dimenticato che quest’anno Iag ha escluso l’acquisizione di una partecipazione in Tap, non avendo ricevuto alcuna garanzia di poter ottenere il controllo definitivo del vettore portoghese.
Ma l’approccio di Iag a easyJet riporta soprattutto al precedente con la pista Air Europa, mollata sul rettilineo finale. Nel 2019 la holding aveva annunciato l’acquisto della compagnia aerea di Globalia per 1 miliardo di euro, poi rinegoziò il prezzo a causa dell’impatto della pandemia e alla fine acquisì una quota del 20%.
Il piano di acquisire il restante 80% si era arenato nel 2024 dopo che la Commissione europea aveva chiesto concessioni sempre più ampie, ritenute inaccettabili, per preservare la concorrenza, soprattutto sui voli nazionali, sui collegamenti europei e sulle rotte a lungo raggio verso le Americhe.
Secondo Gallego, l’integrazione sarebbe stata positiva per i clienti e avrebbe rafforzato Madrid come hub, pur sottolineando che lo sviluppo del gruppo non si è fermato anche dopo il nulla di fatto con Air Europa.
LA CRISI DEL JET FUEL
A proposito della crisi dei carburanti, Gallego osserva: «Oggi affrontiamo questa situazione da una posizione molto più forte, con un bilancio più solido, un rapporto di indebitamento inferiore e una robusta liquidità».
L’ad ha sottolineato anche che l’aumento dei prezzi del carburante – circa un quarto della sua base di costi – «è una sfida significativa. Dallo scoppio del conflitto i prezzi sono raddoppiati».

