Il caso Epstein travolge anche Hyatt Hotels: Tom Pritzker, presidente esecutivo del Gruppo dal 2004, si è dimesso dopo che sono emersi suoi legami con l’imprenditore statunitense, arrestato e condannato per abusi sessuali e traffico internazionale. A riportare la notizia è il New York Times.
L’ACCUSA
Dai file sul finanziere pedofilo pubblicati dal dipartimento di Giustizia americano – che hanno rivelato i contatti con molte personalità influenti, prima e dopo la sua condanna iniziale nel 2008 per pedofilia e reati sessuali – è emerso che Pritzker, cugino del governatore dell’Illinois Jb Pritzker, era in costante contatto con Epstein anche negli anni successivi al patteggiamento del 2008.
Alcune mail, risalenti al 2018, mostrano che Jeffrey Epstein aveva chiesto a Thomas Pritzker di aiutare la sua compagna di allora, Karyna Shuliak, a organizzare un viaggio nel Sud-est asiatico dove “cercare una nuova ragazza per Jeffrey”.
“Essere un buon manager significa anche proteggere Hyatt, in particolare nel contesto della mia associazione con Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, di cui mi pento profondamente”, ha scritto Pritzker nella lettera al consiglio di amministrazione con cui ha formalizzato le dimissioni.
Il gruppo alberghiero di Chicago non menziona direttamente Jeffrey Epstein nel suo comunicato e si limita a indicare che Thomas Pritzker non si ricandiderà all’elezione del consiglio di amministrazione prevista per il prossimo maggio.
UTILI IN CALO
La notizia delle dimissioni, peraltro, arriva in un periodo non positivo per Hyatt. Nonostante i ricavi in crescita della Hyatt Hotels Corporation nel 2025, quello che è il terzo gruppo alberghiero mondiale (per fatturato) registra un bilancio in perdita nell’intero anno.
L’esercizio dell’anno scorso, pur avendo chiuso con revenues a 7,1 miliardi di dollari (5,9 miliardi di euro), in crescita del 7,6% rispetto ai 6,6 miliardi del 2024, va però in archivio con una perdita di 52 milioni contro un utile di 1,29 miliardi nell’anno precedente.
Il risultato negativo segue alcuni indici in calo, come l’occupazione in America (-0,4%) e l’Adr in Cina (-1,8% a 120,8 dollari).

