India, parla il ministro: «Nuovi target con la svolta digitale»

by Mario Masciullo | 14 Novembre 2018 7:00

Se la regione Asia-Pacifico è ormai la regina del travel mondiale, l’India insieme alla Cina è il Paese che fa da traino a questa crescita esponenziale con oltre 10 milioni di arrivi stranieri nel 2017 (fonte: Wttc). Lo spirito del Paese, radicato nelle antiche tradizioni e nella cultura classica delle sue civiltà, si è sempre di più mischiato negli ultimi anni con un approccio digitale e tecnologico. «E il settore turistico non può rimanere indietro per supportare la crescita costante di turisti che visitano il nostro Paese», sottolinea Alphons Joseph Kannanthanam, ministro per l’Elettronica e le Tecnologie dell’informazione, dal 2017 con delega al Turismo.

Ministro, quali sono gli obiettivi per il futuro?
«L’industria del turismo in India sta crescendo rapidamente. Il World Travel & Tourism Council ha calcolato che il settore ha generato 230 miliardi di dollari ovvero il 6,6% del Pil nel 2012, sostenendo 39,5 milioni di posti di lavoro. Il nostro obiettivo più importante è integrare la cultura tecnologica e digitale nel travel così da sostenere una crescita media prevista del 7,9% da qui fino al 2023. Diventeremo in questo modo il terzo Paese al mondo dove il turismo cresce più rapidamente, dietro a Cina e Usa».

Questo approccio digital ha sacrificato la promozione in alcuni Paesi…
«Il governo ha fatto delle scelte rivedendo la grande rete di strutture turistiche dell’India che operano su concetti obsoleti. Da qui abbiamo scelto di implementare nuove strategie di marketing finalizzate a un modello che favorisca il taglio dei costi senza penalizzare l’efficienza e l’immagine aziendale. Per questo abbiamo chiuso varie sedi in Europa, compreso l’ufficio italiano di Milano. Ma la spinta sul digitale produrra benefici per la promozione a 360° e metterà in risalto ancor di più la grande varietà dell’offerta indiana. Nell’estremo Oriente, invece, abbiamo aperto un ufficio a Singapore e uno in Cina: due mercati ad alto potenziale».

Punterete anche su nuove destinazioni?
«Lo stato del Kerala sta crescendo sempre più nelle preferenze dei turisti stranieri grazie soprattutto alle sue proposte dedicate all’ecoturismo e alle backwaters, sistemi acquatici di fiumi e lagune con una natura unica al mondo. I flussi turistici nello Stato stanno crescendo al ritmo del 13% annuo grazie agli investimenti privati incoraggiati dal governo. In termini generali, comunque, le mete più visitate dagli stranieri sono Maharashtra, con capitale Mumbai e principale porto d’accesso dell’India; il Tamil Nadu, l’Uttar Pradesh (dove si trova il Taj Mahal e Delhi, ndr) e il Rajasthan. Ma oltre ai classici itinerari il nostro Paese offre perle sconosciute al turista medio: il Kajurhao, un complesso di 82 templi; le Grotte di Allanta e Allora; Sarna, il luogo in cui Buddha pronunciò il suo primo sermone o il Tempio del Sole nello stato del Tamil Nadu».

Dopo il riconoscimento delle identità gay in India, aprirete a questo target?
«L’India ha fatto dei passi avanti con il riconoscimento ufficiale della comunità Lgbt e questo vale anche per i turisti stranieri. Il nostro obiettivo è accogliere tutti a braccia aperte indipendentemente dalle tendenze personali. Il governo non farà mai nessuna discriminazione e chi vorrà operare con questo target avrà tutto il nostro supporto».

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