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Inflazione, cara mi costi.
Stangata sul turismo

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L’inflazione si abbatte sulle vacanze degli italiani. Prezzi alle stelle e ben tre voci nella top ten dei rincari di luglio, fra pacchetti vacanza nazionali, villaggi, camping, voli e ombrelloni. È il frutto dei dati Istat relativi all’inflazione di luglio, elaborati dall’Unione nazionale consumatori, che commenta: “Una stangata“.

Nella classifica dei rialzi mensili comandano i pacchetti vacanza nazionali, con un incremento esponenziale del 16,1%. In seconda posizione i villaggi vacanze, campeggi, ostelli con un aumento del 15,7% su giugno 2025. A completare il podio i servizi di rilegatura testi ed e-book download, con +10,3%.

Il turismo – sebbene le associazioni ne celebrino i fasti – torna subito in auge con i voli internazionali al quarto posto, con +7,7%, seguiti da una new entry, le spese bancarie e finanziarie, rincarate del 4% nel giro di un mese. In aumento del 3,7% in più rispetto al mese scorso l’ingresso in piscina o in uno stabilimento balneare, in un’estate particolarmente travagliata per il nodo concessioni.

In qualche modo il travel rientra anche nelle ultime due voci della top ten: il gasolio per auto e il noleggio dei mezzi di trasporto, entrambi con +3,1%. Da segnalare anche il decollo imperioso del carrello della spesa: +395 euro per coppie con due figli.

Sarà un caso, ma anche sul gradino più alto del podio della top ten dei rincari annui sale un elemento legatissimo al turismo: i voli nazionali, che fanno segnare un consistente +35,9% rispetto a luglio 2024. Argento e bronzo per due prelibatezze, il caffè con +23,5% e il cacao con +22,5%. Seguono gioielleria, +21,7%, burro, +17,2%, e cioccolato, +13,1%.

Poi si torna ai viaggi: all’ottavo posto il trasporto marittimo, +10,9%, davanti ai pacchetti vacanza nazionali, +10,3%. Chiudono la top ten le bevande analcoliche, +9,6%.

L’Unione nazionale consumatori esprime forte preoccupazione e il presidente, Massimiliano Dona, parla di «dati allarmanti. La stabilità dell’inflazione è solo un effetto ottico, la solita media del famoso “pollo di Trilussa“. Infatti, a decollare sono le spese obbligate, come il carrello della spesa che prosegue la sua corsa, oramai inarrestabile, iniziata a gennaio, quando era all’1,7% e che ora passa dal 2,8% di giugno al 3,4%. Anche i prodotti alimentari e bevande analcoliche, che colpiscono pure chi le ferie non se le può nemmeno permettere, salgono dal 3,5% del mese scorso al 4,1%».

«Tradotto in termini di aumento del costo della vita – conclude Donà – se l’inflazione pari a +1,7% significa, per una coppia con due figli, un rialzo complessivo del costo della vita pari a 608 euro su base annua, ben 375 se ne vanno solo per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 395 per il carrello della spesa. Una vera e propria stangata».

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