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Islanda, rischio eruzione Fagradalsfjall: è allerta voli

Massima allerta in Islanda: il vulcano Fagradalsfjall potrebbe esplodere da un momento all’altro. E non sarà una delle tante piccole eruzioni che avvengono sull’isola in zone disabitate e che sono motivo di attrazione per i turisti, no perché questa volta è la prima che il vulcano minaccia un luogo abitato, la città di Grindavik che è a serio rischio di essere travolta da fontane di fuoco e gas nocivi.

Sabato scorso le autorità hanno dato il via all’ evacuazione dei 4mila abitanti della città e insieme a loro hanno abbondanato l’aerea anche gli animali, i cavalli e il bestiame degli allevamenti della zona. Il magma nel frattempo si sta allargando nel sottosuolo, si trova a soli 800 metri dal livello del terreno, causando danni alle strade  e alle infrastrutture, e se la lava dovesse eruttare in mare succederebbe il disastro perché una nube di cenere esplosiva e tossica verrebbe sprigionata dal contatto della roccia surriscaldata con l’acqua.

La città di Grindavík, a 40 km dalla capitale Reykjavík, ha un porto sul mare ed è sede di un’importante centrale geotemica, la cui diga è anche famosa per le caldissime acque del famoso resort Blue Lagoon, molto frequentato dal turismo.

Giovedì un terremoto di magnitudo 4.8 ha costretto alla chiusura temporanea del centro termale e del resort che rimarranno interdetti fino al 16 novembre, per ora.

POSSIBILI CHIUSURE DELLO SPAZIO AEREO

Un avviso pubblicato sul sito Visit Ireland il 13 novembre sottolinea che al momento “non è possibile concludere quali effetti una possibile eruzione vulcanica sulla penisola di Reykjanes potrebbe avere sul traffico aereo da e per l’Islanda”, aggiungendo che tutte le compagnie aeree stanno attualmente operando secondo i tempi previsti. Il consiglio è ovviamente quello di monitorare attentamente la situazione in evoluzione nelle prossime settimane perché la cenere atmosferica potrebbe provocare la chiusura di porzioni di spazio aereo, l’aeroporto internazionale di Keflavik si trova a soli 10 miglia a nord del sito dell’eruzione.

Le autorità islandesi continuano a monitorare attentamente la zona, in particolare l’area a nord-ovest del monte Thorbjörn, vicino alla centrale elettrica di Svartsengi e alla Laguna Blu.

LO SPETTRO DEL 2010

Memore di quanto accaduto il 15 aprile 2010, quando in Islanda si avviò la fase più esplosiva dell’eruzione dell’Eyjafjallajökull, il mondo è in allerta. Allore lo stop ai voli per la cenere emessa dal vulcano portò a un blocco senza precedenti del traffico aereo. Cosa che, però, in tal caso si prevede abbia un’entità minore rispetto a tredici anni fa.

Il ministero degli Esteri britannico ha emanato nuovi consigli per chi deve viaggiare verso l’Islanda, avvertendo che un’eruzione vulcanica è sempre più possibile. “Terremoti e indicazioni di attività vulcanica sono aumentati oltre i livelli normali nella penisola di Reykjanes, a sud-ovest di Reykjavik”, si legge nel consiglio ufficiale.

L’ALERT DELLA FARNESINA

In ogni caso anche il nostro ministero degli Esteri, attraverso il suo sito Viaggiare Sicuri, ha posto un’allerta sulla destinazione, con il seguente statement:

Le Autorità islandesi hanno segnalato la probabilità di una eruzione vulcanica di grande potenza nelle zone di Grindavik e in prossimità dell’impianto geotermico di Svartsengi e della zona turistica della Blue Lagoon.

Il Dipartimento di protezione civile e Gestione delle Emergenze ha evacuato infatti in data 10 novembre 2023 la cittadina di Grindavík.

Si raccomanda di evitare la zona in questione e di effettuare un costante monitoraggio delle informazioni disponibili ai viaggiatori e residenti fornite dalle Autorità locali sul sito/app www.safetravel.is, sul sito della Protezione Civile islandese www.almannavarnir.is/english ed eventualmente sul sito dedicato al monitoraggio dei vulcani: icelandicvolcanos.is.

Si consiglia inoltre di tenersi sempre informati, anche attraverso i media, sulla situazione meteorologica (en.vedur.is) e stradale (www.vegagerdin.is/english) e di attenersi sempre, durante la propria permanenza, alle misure impartite dalle Autorità locali.

Non si esclude la possibilità che possano esservi eventuali ripercussioni sulla regolarità del traffico aereo nel Paese e si invita a verificare lo stato dei voli con le compagnie aeree di riferimento.

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