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Israele verso la riapertura: cosa cambia per hotel, viaggi ed eventi

Israele Tel Aviv

Sabato 6 marzo il consiglio dei Ministri di Israele ha approvato il regolamento (valido fino al 20 marzo) del ministero della Salute per la terza fase del piano di uscita dalla pandemia, che ha avuto inizio domenica 7 marzo.

Tra le indicazioni generali, adesso i raduni sono consentiti per 20 persone in una struttura chiusa e 50 in un’area aperta. L’obbligo di controllare o misurare le temperature all’ingresso di luoghi pubblici o commerciali è annullato. Riaprono al pubblico anche i servizi non essenziali, qualora non possano essere erogati a distanza o online.

Ecco le nuove regole per la terza fase.

ENTRATA E USCITA. Il divieto di ingresso di israeliani nel Paese è annullato, fatta eccezione per le restrizioni all’ingresso attraverso i valichi di terra. Tutti i cittadini israeliani e i residenti permanenti potranno entrare, ma non più di 3.000 al giorno. per quanto riguarda i valichi terrestri, l’attraversamento del fiume Giordano può essere effettuato fino a due volte a settimana. Il valico di Taba sarà aperto una volta per coloro che entrano dall’Egitto. Chi è in possesso di certificati di vaccinazione o di guarigione può uscire da Israele liberamente tranne che attraverso il valico di Taba. L’obbligo di quarantena negli hotel designati è annullato e sostituito da un maggiore controllo da parte della polizia israeliana nei confronti di chi torna dall’estero e fa la quarantena a casa.

Alle destinazioni da e verso le quali ci sono voli regolari (New York e Francoforte), si aggiungono Parigi, Londra, Kiev, Toronto e Hong Kong. Gli operatori di volo hanno l’obbligo di inviare al ministero dei Trasporti gli elenchi dei passeggeri per le indagini epidemiologiche su richiesta.

ATTRAZIONI TURISTICHE. Le attrazioni turistiche possono essere aperte secondo le regole del Green Pass. Alcune possono ricevere l’approvazione del direttore generale del ministero della Salute per l’apertura anche senza Green Pass.

HOTEL. Adesso le sale da pranzo possono essere utilizzate, fino al 50% di occupazione e per non più di 300 persone.

EVENTI E CONVEGNI. In uno spazio chiuso sono ammesse fino a 500 persone; 750 in aree aperte. Nelle arene o stadi con oltre 10.000 posti a sedere, possono accedere fino a 1.000 persone in spazi chiusi e 1.500 in spazi aperti. I biglietti vanno venduti solo in anticipo. I posti a sedere devono essere contrassegnati. Eventi o esibizioni non possono essere tenuti solo in piedi, senza posti contrassegnati. Gli eventi si svolgeranno senza balli, vendita e servizio di cibo e bevande. Non è consentito mangiare in loco.

SALE E GIARDINI PER EVENTI. Ingresso a chi è in possesso di Green Pass, occupazione al 50% e non più si 300 persone per eventi in sale e giardini. Fino al 5% dei partecipanti agli eventi potrà accedervi previa presentazione dei risultati negativi del test. I gestori dei padiglioni saranno obbligati ad applicare un metodo per verificare che il limite sia rispettato.

RISTORANTI. Per la ristorazione, i posti a sedere al coperto sono accessibili solo per titolari di Green Pass, fino al 75% di occupazione e per non più di 100 persone. Per i posti a sedere all’aperto, nessun obbligo di presentare Green Pass, e comunque non più di 100 persone. I tavoli devono essere a due metri l’uno dall’altro e va nominato un usciere per verificare che la distanza sia mantenuta. Nei bar, ospiti a due metri di distanza e almeno uno sgabello vuoto tra gli avventori (tranne per i conviventi).

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