Potenziamento delle rotte per le Americhe e 500 assunzioni. È questo il piano d’azione di Ita Airways per il 2026, anticipato dal ceo e direttore generale Joerg Eberhart in un’intervista al quotidiano La Repubblica. Nel dettaglio Eberhart ha evidenziato che quest’anno sono previste «cinquecento nuove persone, 100 piloti e 400 assistenti di volo, a dimostrazione che Ita sta crescendo in modo sicuro».
Il manager ha delineato una strategia di espansione ambiziosa spiegando che «si sta lavorando a un nuovo Piano, più ambizioso, perché vorremmo crescere già quest’anno attraverso il potenziamento della flotta, con due aeromobili di lungo raggio e l’anno prossimo di altri due. L’obiettivo è arrivare così, nel 2030, a 30 macchine di lungo raggio. Anche perché l’intercontinentale rimane la colonna vertebrale di Ita. In particolare il lungo raggio da Roma Fiumicino: quando sei forte lì ne beneficiano anche quei voli di corto e medio raggio».
Sul fronte dell’immagine, l’ad ha poi annunciato un’integrazione con la storia del volo italiano, osservando «Non avrebbe senso abbandonare il nome Ita, l’idea semmai è di arricchirlo. Vorremmo recuperare alcuni tratti distintivi e iconici di Alitalia, soprattutto degli anni ’60, ad esempio sul timone di coda».
Riguardo al network, i piani si concentrano sull’Occidente perché «la guerra in Ucraina e il blocco dei cieli russi rendono l’Asia più lontana. Voleremo di più verso l’America Latina e il Nord America, studiamo ad esempio il Roma-Newark».
Sulle tensioni con i sindacati e i risultati finanziari, il manager chiarisce infine che «serve un compromesso tra un’azienda che non fa ancora utili e i bisogni legittimi dei dipendenti. Spero ci sia senso di responsabilità: concedere aumenti del 20% avrebbe impatti sulla crescita sostenibile. Nonostante l’Ebit positivo, pesano ancora i fattori esterni e strutturali, dato che sotto l’Ebit ci sono ancora costi importanti legati al leasing degli aeromobili e i disagi tecnici, per i quali abbiamo tentato la via del dialogo con Pratt&Whitney senza risultati. Il danno presunto che abbiamo subito per lo stop agli aerei è di almeno 150 milioni di euro».

