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«La cultura cura»: il mondo di eventi e spettacolo scrive a Mario Draghi

lettera

La cultura cura: con questo slogan le associazioni della filiera della cultura, degli eventi e dello spettacolo si sono unite per lanciare un appello al presidente del Consiglio Mario Draghi perché sostenga i lavoratori e le imprese del settore.  Tra i firmatari anche Italialive, che riunisce le associazioni dell’industria dei congressi e degli eventi. «Nei giorni scorsi è stato approvato, dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato e sottoscritto da tutta la maggioranza, un ordine del giorno al Dl Sostegni  – spiega la lettera – che chiede al Governo di impegnarsi ad introdurre “misure in favore delle imprese che gestiscono attività, servizi culturali, eventi, congressi e spettacoli, cinematografici e teatrali, compreso il loro indotto, oggetto di chiusura dell’attività in ragione dell’emergenza sanitaria da Covid-19, con particolare riguardo all‘esenzione dal pagamento degli oneri contributivi per un periodo non inferiore a sei mesi a decorrere dal primo mese successivo alla data di riapertura delle suddette attività.

Abbiamo scritto al presidente Draghi, e per conoscenza ai ministri delle Finanze Franco e del Lavoro Orlando, quanto sarebbe importante per le nostre associazioni, per le imprese, per tutti i lavoratori e per la tenuta stessa dell’intera industria culturale e degli eventi live del nostro Paese che questo ordine del giorno fosse recepito dal Governo ed inserito nel Dl Sostegni che è in via di approvazione.

Seppur stiamo andando nella direzione di aperture progressive, molte attività sono soggette a tante limitazioni rendendone non sostenibile lo svolgimento. Migliaia di imprese sono a rischio, nonostante i ristori, quando ricevuti, e centinaia di migliaia di posti di lavoro sono in esubero. Le tante professionalità di questa articolata filiera, gran parte delle quali restano invisibili perché dietro i palcoscenici, dietro gli schermi, dietro i piccoli e grandi eventi, dietro le esposizioni d’arte, i luoghi della cultura e i musei, sono il nostro principale capitale. Sono tutti lavoratori e lavoratrici fermi da molti mesi e oggi dovrebbero essere, non solo più tutelati, ma anche messi nelle condizioni di riprendere ad esercitare la loro professione, alternando le politiche attive del lavoro, in particolare decontribuzione e formazione, alle politiche passive, per avvicinarsi nei limiti del possibile e progressivamente ai precedenti livelli occupazionali.

Noi ci siamo messi tutti insieme, nell’operazione più trasversale sinora mai compiuta e chiediamo al Governo di fare lo stesso per salvare un settore che – come più volte sottolineato – è parte centrale dello sviluppo economico del nostro Paese», conclude la nota.

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