Il turismo lombardo passa sempre di più dai suoi treni, che si integrano con le esperienze per proporre veri e propri pacchetti. L’obiettivo è servire i viaggiatori di prossimità ma non solo: il mercato si apre sempre più all’Europa e all’incoming intercontinentale, Cina in primis.
Per farlo, occorre lavorare in sinergia con i territori, ed è quella la leva su cui Trenord punta in maniera decisa. Lo si vede per esempio anche da occasioni come quella milanese che ha visto l’azienda condividere numeri e strategie alla stampa insieme ai rappresentanti di alcune province lombarde.
«L’integrazione per creare segmenti turistici sta diventando sempre più importante e sostenibile, e mi piace pensare a questa evoluzione chiamando in causa almeno tre T – esordisce Leonardo Cesarini, direttore commerciale Trenord : la T di treno ovviamente, abbiamo flotta rinnovata e offerta capillare. Poi la T dei territori, oggi oltre 50mila biglietti sono rappresentati dai biglietti integrati con navigazione dei laghi giusto per fare un esempio. La terza T non può mancare, è quella della tecnologia e della piattaforma su cui costruire il prodotto turistico. Oggi sulle piattaforme il treno ha la stessa dignità dell’aereo, dieci anni fa non era cosi».
Tra le novità più recenti il biglietto via WhatsApp e l’acquisto tramite WeChat Pay per i viaggiatori cinesi, mercato a cui Trenord guarda con attenzione.
I NUMERI
I numeri sembrano dare ragione agli investimenti. Nei primi mesi del 2026 sono 3,3 milioni i passeggeri che hanno utilizzato i treni di Trenord nei weekend e e nei festivi, il 6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E in 27mila hanno optato per le “Gite in treno”, ovvero gli itinerari che uniscono il trasporto ferroviario e l’esperienza. Nell’intero 2025 i passeggeri “leisure” sono stati 11 milioni (in viaggio nei weekend e nei mesi estivi verso mete turistiche e le Gite in treno hanno raggiunto quota 124mila pacchetti venduti.
Nel 2026, dei 27mila clienti che hanno scelto le proposte di Trenord per il tempo libero, oltre 24mila hanno optato per gli itinerari treno + esperienza. Le destinazioni preferite sono state i laghi, dal lago di Como al lago di Garda, dal Maggiore all’Iseo al lago di Lugano.
È stata rinnovata l’iniziativa dei treni storici: dallo scorso mese di aprile fino a novembre sono previste 12 corse da Milano Cadorna verso Como Lago, Laveno Mombello Lago, Novara e Asso a bordo di un convoglio degli anni Venti restaurato. Nella collaborazione con il territorio rientra anche il lancio della guida “Fuori stazione” con Lonely Planet, che propone itinerari enogastronomici nei pressi delle stazioni servite dall’azienda ferroviaria.
I TERRITORI
Ecco quindi che il treno diventa il biglietto d’accesso ad attrazioni riconosciute a livello internazionale come il lago di Garda, che l’anno scorso ha totalizzato 28 milioni di presenze (non solo sul versante lombardo) e Visit Brescia registra per la provincia 12,5 milioni di presenze, il cui 50% è rappresentato da turisti lingua tedesca – sottolinea il vicepresidente Andrea Mattia Maggioni -. Ci stiamo aprendo a nuovi mercati, Cina, Usa, Brasile sono in costante crescita».
A Cremona gli arrivi crescono del 13% (di cui il 40% sono stranieri, da Europa, Usa, Cina, Corea del sud, «anche grazie al traino della liuteria che attira per esempio i giapponesi – spiega Stefano Soglia, destination manager Visit Cremona – . Ed è questo uno degli assi tematici su cui lavoriamo, musica e liuteria, accanto al cicloturismo e il treno è sicuramente un partner importante».
«Varese ha potenzialità enormi e ci stiamo lavorando – racconta Franco Vitella, vicepresidente Varese Welcome -, con 3,2milioni di arrivi, in crescita del 13% rispetto all’anno scorso. Stiamo lavorando per aumentare la permanenza media. Possiamo contare su cinque siti Unesco, e la nostra perla, l’Eremo di Santa Caterina promosso con biglietto integrato in treno è diventato un must».
Numeri positivi anche per i treni della neve che nell’inverno hanno usufruito dell’effetto Olimpiadi, così come naturalmente Milano, che già l’anno scorso tuttavia ha messo a segno numeri positivi: «Abbiamo registrato 9,6 milioni di arrivi nel 2025, con una crescita del 6% sul 2024. Il 67% sono internazionali, europei e americani, diviso quasi equamente tra leisure e business – afferma Fiorenza Lipparini, direttore generale Milano & Partners – Le Olimpiadi ci hanno confermato che funziona il modello diffuso, agevolato appunto anche da mezzi come il treno. Il 40% di chi arriva a Milano va poi sui laghi, altri in montagna e tutto il resto è rappresentato da esperienze e cultura: il 60% di chi cerca Milano vuole l’esperienza autentica, vuole fare quello che fanno gli stessi italiani».
Il treno per turismo piace anche a livello nazionale, e a corroborare la tesi si inserisce Luigi Cantamessa, direttore generale Fondazione Fs Italiane, che però avverte: «I nostri treni storici, le esperienze che proponiamo, sono ancora poco conosciute, forse anche meno dagli italiani che dagli stranieri». Tra le novità il manager ha ricordato il viaggio panoramico da Palazzolo sull’Oglio a Paratico Sarnico, che a bassa velocità lungo il fiume Oglio condurrà fino al lago d’Iseo, a bordo di carri panoramici in parte scoperti, ricavati da uno storico treno merci. Partenza prevista il 20 giugno.
Il treno è un’esperienza che valorizzare le destinazioni che percorre: tra gli esempi più virtuosi di turismo su rotaia “transfrontalieri” spicca certamente quello delle Ferrovie Retiche: «Registrare numeri positivi è un bene ma serve anche mantenere alta la qualità – racconta Matteo Zala, nuovo responsabile del Mercato Italia – Lanceremo nuove idee e progetti anche per un pubblico alto spendente, valorizzando altre tratte oltre a quella più famosa del Bernina. Tra le novità c’è il lancio della nuova classe di viaggio Pullman sul Bernina Express».

