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L’Oro del turismo sportivo tra maratone e padel

In principio, fu la maratona di New York. Un evento ignorato dai più, che attirava intrepidi e sprovveduti, atleti e sognatori. Una manifestazione divenuta, in pochi decenni, uno spot turistico, una corsa attesa per un anno intero, un’esperienza da inserire nella personale bucket list, un indotto economico. Finita la pandemia di coronavirus, abbiamo assistito al successo delle attività all’aperto e al ritorno del piacere di viaggiare. In questo contesto, come parte di una più ampia tendenza al turismo esperienziale, si è sviluppato il segmento del turismo sportivo, che da “nicchia” qual era ora si eleva a importante segmento di mercato, anche sull’onda lunga delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

Secondo Fundamental Business Insights, a livello globale il mercato del turismo sportivo valeva 918,5 miliardi di dollari, nel 2025, e potrebbe raggiungere i 4.610 miliardi di dollari entro il 2035. Confrontando il ‘peso’ del turismo sportivo con il mercato totale dei viaggi, Un Tourism (l’Organizzazione mondiale del turismo che fa capo all’Onu) rileva che la spesa dei viaggiatori active rappresenta oggi circa il 10% della spesa turistica mondiale, secondo i dati veicolati da Bit 2026. Anche in Italia, il segmento mostra segnali di forte vitalità. Nel 2025, il turismo sportivo ha registrato una crescita del 3,3%, secondo le analisi congiunte di Enit, Banca d’Italia, Istat e Siae. Il segmento sta vivendo anche un cambiamento che si potrebbe definire strutturale: il turismo sportivo, continua la nota della Bit 2026, non si esaurisce più nella gara, ma si trasforma in un’esperienza estesa, che coinvolge il viaggiatore prima, durante e dopo l’evento, generando flussi destagionalizzati e un rapporto più profondo con i luoghi.

In questo specifico settore, spicca una tendenza: la runcation, ovvero il viaggio costruito attorno a una gara da correre (maratona, mezza maratona, ultra, trail). I runner organizzano una vacanza a partire da un evento a cui partecipare, scegliendo spesso destinazioni lontane o iconiche. «Abbiamo bisogno di un obiettivo; abbiamo bisogno di sentirci vivi, quindi corriamo», ha spiegato Roel Spierings, psicologo olandese, nonché prolifico ultramaratoneta e allenatore di corsa, in un’intervista rilasciata all’Associated Press. «La combinazione con il viaggio è più popolare perché possiamo permettercelo, è divertente e ci dà la sensazione di perseguire un obiettivo». Il runner moderno desidera esperienze che vadano oltre la medaglia al traguardo: cerca ricordi, trasformazioni personali e storie da raccontare molto tempo dopo la fine della gara.

Con l’aumento della flessibilità tra lavoro e vita privata e l’affermarsi di stili di vita attenti alla salute, correre nelle destinazioni da sogno soddisfa chi cerca uno scopo e un’emozione nel tempo libero. «Scattarsi una foto davanti alla Torre Eiffel è ora sostituito dalle foto delle medaglie guadagnate con sudore e sangue», ha affermato Gauri Jayaram, fondatrice di Active Holiday Company, all’Associated Press. «Vent’anni fa – ha aggiunto – la socializzazione ruotava attorno ai pub. Oggi, si concentra nei club di corsa».

Nel 2025, in Italia, circa 73.000 runner hanno tagliato il traguardo nelle 40 maratone omologate, per un incremento di quasi 20.000 finisher rispetto al 2024. Un dato che racconta non solo la passione per la corsa, ma anche la capacità degli eventi di attrarre sempre più partecipanti (e turisti). Impressionante il dato sui runner stranieri: nelle maratone più importanti, la loro presenza supera regolarmente il 50-60% del totale, fino a toccare il 70% a Roma.

Nello stesso solco si inserisce l’enorme successo del padel, con l’Italia diventata il secondo mercato mondiale, alle spalle della Spagna. Dai pochi campi del 2018 si è passati agli oltre 10.000 del 2025, per un numero di praticanti regolari stimato in circa 1,2 milioni. I motivi del successo sono chiari: è uno sport sociale, accessibile e divertente, più immediato del tennis e giocato in spazi stretti. È un fenomeno pop, che coinvolge adulti e bambini, principianti e sportivi.

Ma ai praticanti non basta più il rettangolo “di casa”: si cerca, anche in questo caso, l’avventura fuori. Da questa esigenza sono nate le piattaforme che offrono weekend e persino settimane di vacanza all’insegna del padel, soprattutto in Spagna. E ogni occasione è buona: per San Valentino, si trovano pacchetti “Padel & Relax”, per un “amore a prima volée”.

Un altro fenomeno in crescita riguarda i ragazzi e la necessità dei genitori di trovare, per loro, attività stimolanti e coinvolgenti durante la lunga stagione estiva: da questa esigenza sono nati i campi estivi di sport, in particolare di calcio. C’è, in questo senso, un forte trend verso la specializzazione tecnica, con programmi incentrati sul perfezionamento e camp ufficiali dei grandi club, nazionali e internazionali, con allenatori professionisti. Molto richiesti sono i camp residenziali di una settimana, spesso in montagna (Trentino e Lombardia) o al mare (ad esempio in Emilia Romagna), o combinati con lo studio dell’inglese, all’estero, per chi può permetterselo. Sono anche un’opportunità di crescita per i bambini, un’occasione per vivere un’esperienza senza i genitori, condividendo spazi e attività con un gruppo di coetanei. In voga anche i camp multidisciplinari, che offrono ai ragazzi una varietà di sport (come surf, tennis, calcio, atletica, basket) su cui altrimenti non avrebbero il tempo di cimentarsi durante l’anno scolastico, facilitando così la “scoperta” di nuove attitudini.

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