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La prima volta di Carnival Horizon: in crociera sulla Miami galleggiante

Ladies and gentleman, this is mambo number five. Sono le 2pm al porto di Barcellona, il clima è quello della primavera spagnola. La musica di Lou Vega invade la lobby di Carnival Horizon, mentre sul bancone del bar scivolano Caipiroska e Moscow Mule. I passeggeri entrano alla spicciolata: sudamericani, russi, inglesi, qualche tedesco, soprattutto people from United States. I trolley si incrociano mentre Kate – si chiamerà così? – fa una piroetta e poi un casquet. Janet dondola il bacino e capisci perché non c’è canzone più adatta di A little bit of Monica in my life, a little bit of Erica by my side.

Tutti pronti alla party cruise. Il primo sole del Mediterraneo accarezza i 15 ponti dell’ultima nata di casa Carnival Cruise Line, gemella di Vista e sorella maggiore di Panorama, in arrivo il prossimo anno. La crociera è fully booked e si imbarcano in tutto 5.000 passeggeri, ben bilanciati rispetto ai 1.450 membri dell’equipaggio, tre e mezzo per ogni crew. Un equilibrio in linea con gli obiettivi di Christine Duffy, presidente della compagnia, americana di San Francisco con nonno palermitano: «Non vogliamo costruire giganti, ma garantire il giusto rapporto tra ospiti e personale», dichiara alla stampa riunita nella Limelight Lounge.

E se di italiano, a bordo, c’è il capitano Luigi De Angelis con i primi ufficiali, oltre al ristorante con le tovaglie a quadri La Cucina del Capitano, per il resto Horizon è un’enclave a stelle e strisce. Lo è nel cibo di bordo, dove imperano hamburger e patatine a tutte le ore. Lo è nelle attrazioni, dal cinema Imax 3D allo Skyride per pedalare sospesi nell’aria. Lo è anche per la lingua ufficiale: inglese e solo inglese.

Tempo una manciata di ore e la neonata Horizon – che tra le novità ha il ristorante giapponese Teppanyaki, il barbecue e la birreria artigianale – è pronta a levare l’ancora per la seconda di quattro crociere tra Spagna, Italia e Francia.

«Have fun», divertiti, è la frase di rito che sostituisce il più classico «Enjoy your cruise» per accogliere a bordo anche gli agenti di viaggi europei ospiti della Travel Agent Rock, occasione per promuovere la nuova nave, e più in generale il brand Carnival sul mercato del vecchio continente. E lo ribadisce la stessa Duffy, regalando ai giornalisti di tutta Europa un cappellino con la visiera e l’adesivo #ChooseFun, inconfondibile claim della compagnia.

Ed è una piccola Miami galleggiante quella che dal porto catalano prosegue per Cagliari, per poi toccare Napoli, Civitavecchia, Livorno, Marsiglia e di nuovo Barcellona. Una navigazione scandita da tacos, barbecue ribs, puntate alla roulette del casinò e Caribbean Cocktail nella rhumeria del ponte 10, per gli americani deck number ten.

Subito dopo, a maggio, si dirigerà a New York e poi a Miami, per un’intera stagione invernale di crociere ai Caraibi. Com’è giusto che sia. Tanto più perché nel Mediterraneo c’è il colosso Costa, che insieme a Carnival fa parte della stessa corporation.

È a quel punto che Gioco Viaggi, l’operatore guidato da Gigi Torre che dal 1990 la rappresenta sul mercato italiano, farà gran parte del suo business. Con Horizon e la sua stazza da 133.500 tonnellate cresce in modo massiccio l’offerta nell’area caraibica, già presidiata da Vista a Miami, Conquest a Fort Lauderdale e Fascination a San Juan.

Lo sguardo è puntato tutto sulla winter, ma la parentesi primaverile lungo le coste italiane è l’occasione giusta per presentare la nave alle agenzie di viaggi, convocandone a bordo una quarantina per ogni porto. Alle adv indipendenti il cruise operator riconosce una commissione standard del 10%, mentre sono in vigore accordi con network come Gattinoni e Welcome Travel, oltre a un forte legame con le Olta specializzate come Crocierissime.it.

«Quello online è un segmento in forte crescita – ammette Torre – Così come aumenta anche il numero di italiani che cercano un prodotto diverso: una nave originale o un itinerario memorabile, anche a scapito della gratuità per i bambini, che con Carnival non è prevista».

Soldi ben spesi, se si pensa che a bordo di Horizon c’è un mondo incantato a misura di “pupo”: il nuovo parco acquatico Dr. Seuss. Una girandola di scivoli sul ponte 12: il primo, The Cat in the Hat, è un tubo di 135 metri a righe bianche e rosse; il secondo, Fun Things, è lungo 65 metri ed è caratterizzato dagli effetti di luce all’interno. E poi fontane, spruzzi e giochi d’acqua, a cui far seguire – perché no – una sfida a minigolf o un tuffo nella piscina centrale, mentre babbo e mamma addentano l’ennesimo panino al corner di Guy’s Burger.

Passi il fun, c’è spazio anche per il relax su Horizon. Oltre all’area adults only Serenity, si può acquistare l’accesso alla Cloud 9 Spa, più piccola del solito. C’è la Jacuzzi con le docce emozionali; saune e hammam conditi da aromi tropicali e lemongrass. Eppure, ci racconta il personale, «non importano le dimensioni della Spa perché qui vanno per la maggiore i trattamenti». Bamboo Massage e agopuntura da abbinare alla free masterclass in palestra per “accelerare il metabolismo”. Unico rimedio per chi ha cominciato la giornata con un succulento Avocado Toast, portata di punta del menù breakfast al ristorante Meridian.

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