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La rivoluzione digital del trasporto aereo

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Il trasporto aereo in versione digital è la nuova frontiera che tocca da vicino sia le compagnie aeree che gli aeroporti. Tema centrale tra le sale convegni di Bit Milano, che ha chiamato a raccolta alcuni rappresentanti del comparto tra cui Mauro Bolla, country manager per l’Italia di Ryanair: «La digitalizzazione è un trend inarrestabile e la nostra compagnia ha investito fortemente, come dimostra l’evoluzione della nostra app, con contenuti che sono il frutto di costanti interlocuzioni con il consumer per capire cosa i passeggeri vogliono dalle compagnie aeree».

E anche Tommaso Fumelli, vice presidente sales di Ita Airways, è stato molto esplicito: «Tutti dobbiamo convertirci al digital e lo dobbiamo fare in modo sostenibile insieme ai grandi attori della filiera, dalle infrastrutture aeroportuali alle autorità regolatorie. Noi stiamo portando avanti progetti sulla urban mobility, puntando a garantire ai grandi hub aeroportuali collegamenti efficienti verso i centri urbani che è un po’ uno dei temi dominanti nelle istanze dei passeggeri-utenti. Abbiamo già partner aeroportuali molto reattivi e siamo in linea con la necessità di ridurre i tempi di transito in aeroporto ed efficientare ogni aspetto del servizio aereo. C’è poi da sostituire i trasporti con veicoli ultraleggeri ed elettrici come mezzi strategici per la mobilità integrata e questa sarà la nuova scommessa che chiamerà a raccolta tutta la filiera».

Nella rivoluzione digital, al centro dell’attenzione, ci sono ovviamente la Generazione Z e quella New Millennial, ma non solo come ha avuto modo di precisare Federico Scriboni, head of aviation business development di Aeroporti di Roma: «Questi target sono alcuni dei focus delle nostre strategie, ma c’è anche quello dei passeggeri Silver di cui non bisogna sottovalutare il valore se si considera che una ricerca della Ue dice che entro il 2070 ben il 53% della popolazione europea avrà 70 anni e avrà tempo per viaggiare, per muoversi».

E sempre parlando di innovazione Emilio Bellingardi, direttore generale di Sacbo, ha aggiunto «Anche noi stiamo facendo progettazione all’insegna della digitalizzazione perché vogliamo anticipare i bisogni degli utenti e stiamo testando i servizi biometrici, con un’assistenza mirata al passeggero in sosta e in transito, tenendo sempre però alta l’attenzione alla sicurezza. Un passaggio delicato che dovrebbe prevedere un quadro regolatorio certamente da rivedere e riformare per metterlo in linea con i tempi. Consideriamo poi che sono stati proprio gli aeroporti ad aver anticipato certe innovazioni nel trasporto aereo, eppure nel Pnrr non troviamo traccia di risorse dedicate al nostro comparto che rimane strategico per la ripartenza del sistema Paese».

Ma digital significa anche condivisione di dati personali ed entra inevitabilmente in gioco il limite tracciato dalle disposizioni sulla privacy: e su tale aspetto, peraltro delicatissimo, Flavio Ghiringhelli, presidente di Ibar, è stato molto chiaro: «Per la condivisione dei dati dei passeggeri che sostituiranno i documenti fisici, ci si deve attenere a regole ben precise e si tratta di approcciare nel pieno rispetto di dati sensibili. Ad oggi sono 21 gli scali nel mondo che sono predisposti per poter operare lungo tutto il percorso aeroportuale e accompagnare il passeggero nei controlli biometrici, dal checkin all’imbarco. Quindi siamo già nel futuro operativo. Anche la Iata sta sviluppando un prodotto: si chiama One Id, e ha come obiettivo di aiutare il passeggero durante i controlli di sicurezza, che può apportare una significativa riduzione dei costi operativi sia degli aeroporti che delle compagnie aeree stesse».

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