Etihad versò “centinaia di milioni di euro” a favore di Alitalia Sai nel marzo 2023 per siglare la pace dopo la vertenza giudiziaria sul crac dell’ex compagnia di bandiera. La somma è “blindata” – forse superiore ai 300 milioni – ma rende perfettamente l’idea per comprendere le basi dell’intesa fra i commissari straordinari ed Etihad, come spiega Il Corriere della Sera, citando quattro fonti a conoscenza del dossier.
Uno scontro durato due anni e scaturito dall’accusa rivolta dai commissari stessi alla compagnia emiratina “di aver di fatto gestito Alitalia (poi fallita) pur avendo il 49%”, scrive il quotidiano di via Solferino.
Un accordo giunto in seguito al viaggio nel 2023 della premier Giorgia Meloni ad Abu Dhabi, sede di Etihad, anche se né i commissari né il vettore hanno voluto rilasciare dichiarazioni.
UNA STORIA NATA 12 ANNI FA
L’incipit nel 2014, come ricorda il Corsera, quando Etihad fa il suo ingresso in Alitalia con una quota del 49%, per un’operazione complessiva pari a 1,758 miliardi di euro: “300 milioni versati da Midco Spa (cordata di investitori italiani e già azionisti di Alitalia), 560 milioni da Etihad (387 milioni per rilevare il 49%, 60 milioni per l’acquisto di cinque coppie di slot a Londra Heathrow, 112,5 milioni per il 75% delle quote del programma fedeltà «MilleMiglia»). Il resto riguarda la ristrutturazione del debito e linee di credito da parte di istituti italiani”.
La ripresa però non si vede, così, appena tre anni dopo – preso atto del rifiuto dei dipendenti al referendum sul Piano di ristrutturazione – Etihad “abbandona l’investimento“. E a maggio del 2017 si apre l’era dell’amministrazione straordinaria. Il resto è storia recente, con la chiusura dell’ex compagnia di bandiera e la nascita, nell’ottobre 2021, di Ita Airways, confluita nel Gruppo Lufthansa un anno fa.
Ma non finisce qui. Perché la Procura di Civitavecchia apre un’indagine sulla gestione di Alitalia fino al febbraio 2017: nel periodo di cogestione con Etihad, infatti, l’azienda ha accumulato perdite per circa 900 milioni di euro, in base ai documenti ufficiali.
Risultato: nel 2020 per una quindicina di persone — tra vertici, ex componenti del consiglio di amministrazione, commissari e consulenti — vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di “bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali e ostacolo alle funzioni di vigilanza”.
E qui scoppia il finimondo. Etihad aveva già pensato di chiedere un risarcimento danni contro Alitalia, accusando il management di aver mandato in fumo il suo investimento miliardario. E i tre commissari – Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande e Daniele Santosuosso – si costituiscono parte civile nel processo penale contro gli ex manager di Alitalia e chiamano in causa il vettore emiratino.
Per quale motivo? “È Etihad – come riporta il Corriere – ad aver esercitato il controllo effettivo su Alitalia, pur avendo il 49% della proprietà azionaria. E sarebbero loro i responsabili del crac“.
Apriti cielo. Abu Dhabi non la prende bene e i rapporti con l’Italia si raffreddano, per usare un eufemismo. Tanto che agli aerei di Stato italiani “viene di fatto proibito il sorvolo dello spazio aereo emiratino”.
Palla ora ai commissari, che a Civitavecchia chiedono che Etihad “venga riconosciuta responsabile del dissesto dell’ex vettore di bandiera, in quanto “capogruppo di fatto, e che tutto sia stato fatto sotto l’influenza determinante dei manager di fiducia di Abu Dhabi”. Etihad replica con una bordata: con il 49% non avrebbe potuto governare Alitalia e, casomai, è parte lesa.
La temperatura si alza, entra in scena la diplomazia. Tra il 2022 e il primo trimestre 2023 uno dei commissari di Alitalia, a quanto si apprende, sarebbe andato più volte ad Abu Dhabi per provare a riannodare i fili del discorso.
La fase di disgelo è avviata e a inizio 2023 – sottolinea il Corriere – “viene scritta la bozza dell’accordo transattivo tra i commissari ed Etihad, supervisionata dai vertici emiratini. Il documento, noto a pochissime persone, prevede la rinuncia ai giudizi, a fronte della corresponsione — da parte di Etihad — di centinaia di milioni di euro a favore di Alitalia in amministrazione straordinaria”.
Il sigillo sull’intesa viene posto da Meloni e dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che volano ad Abu Dhabi il 4 marzo 2023, sottoscrivendo diversi accordi bilaterali. Qualche giorno dopo l’intesa viene formalmente perfezionata tra i commissari ed Etihad.

