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L’agente di viaggi sopravvivrà all’AI: ne è convinto l’esperto Usa

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Cosa accadrà alle agenzie di viaggi con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa? A rispondere alla domanda è Frank Belzer, chief sales and marketing officer di Icon Park a Orlando ed esperto di turismo, sulle pagine web del quotidiano americano Travel Weekly. Per Belzer, gli agenti di viaggi hanno davanti un’opportunità: «continueranno senz’altro a esserci».

L’ESEMPIO ITALIANO

Infatti, come già dimostrato nei mesi precedenti, il turismo organizzato e le agenzie di viaggi – nella maggior parte dei casi – intendono sfruttare le ultime evoluzioni dell’Ai come risorsa e valore aggiunto. Dopo il lancio di ChatGpt, a novembre 2022 da parte di OpenAi, a muovere passi concreti nell’ambito dell’intelligenza artificiale generativa certamente big tech internazionali come Expedia e Booking, ma anche operatori come Volonline.

Volonline di Luigi Deli, per il suo self booking tool Volonclick ha annunciato il lancio di un nuovo servizio basato sull’Ai che consente alle agenzie di essere supportate nella preventivazione non solo di singoli servizi, ma anche di itinerari più complessi. La versione test è stata lanciata nel mese di luglio: attraverso questo strumento gli agenti che usano Volonclick potranno essere ancor più autonomi e riceveranno, in automatico, dei preventivi pressoché finiti e solamente da personalizzare nei dettagli sulle esigenze dei clienti.

BELZER: «VERSO LA FINE DEGLI AGENTI? LO PENSA CHI NON NE HA MAI “USATO” UNO»

Per Belzer, come si legge su Travel Weekly, «chi con l’espansione dell’intelligenza artificiale generativa prevede la fine degli agenti di viaggi non ne ha mai “usato” uno e preferisce un’esperienza a zero interazioni. Una recente ricerca sui consumatori, però, indica che sono ancora in molti quelli che preferiscono l’ausilio di un consulente, soprattutto quando il viaggio è complesso, si trova in un territorio nuovo o coinvolge ad esempio un gruppo più numeroso».

Belzer racconta che durante una riunione preparatoria per una tavola rotonda sui viaggi ha sentito dire che solo i boomer utilizzano gli agenti di viaggi: «Ho chiesto da dove provenissero quei dati: il luogo è inesistente. La realtà basata sulla ricerca è che i millennial affermano che le recensioni online determinano la possibile scelta dell’hotel, ma il 35% di loro utilizzerebbe comunque gli agenti di viaggi per scegliere la struttura in cui soggiornare».

AGENZIE FORTI. LA CONTROMOSSA È FARE “INTELLIGENZA ESPERENZIALE”

Per l’esperto, dunque, l’Ai avrà un suo sviluppo utile che non intaccherà il canale degli agenti di viaggi, oggi ancora relativamente forte: «Spero che gli agenti di viaggi rimangano sul mercato per molto tempo. Per lo stesso motivo per cui non voglio che l’intelligenza artificiale scriva la mia musica, progetti i miei menù o si esibisca nel teatro della mia comunità».

Infine, nell’articolo del sito web Usa si parla di “intelligenza esperienziale” come contromossa, come opportunità per migliorare ulteriormente il ruolo dell’adv. «Ai e ChatGpt possono creare contenuti e conversare con i consumatori utilizzando i dati a disposizione. Tuttavia, solo l’essere umano che ha sperimentato viaggi, gusti o suoni particolari può condividerli in modo corretto, rassicurante e significativo. Lo sviluppo tecnologico deve continuare a essere risorsa», conclude il chief sales and marketing officer di Icon Park a Orlando.

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