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L’enoturismo vale 2,5 miliardi: il Forum mondiale in Italia ad Alba

In Italia si accende un faro sull’enoturismo, un settore che vale 2,5 miliardi di fatturato e fino a ora non aveva un piano di sviluppo. Sono 60 i milioni investiti nel comparto enogastronomico che attrae sempre più le giovani generazioni. E arriva per la prima volta nel nostro Paese il Forum Mondiale dell’Enoturismo, un settore dove, secondo la dichiarazione del ministro Massimo Garavaglia, sono stati investiti 30 milioni di euro dallo Stato e altrettanti dalle Regioni per sviluppare un  Piano strategico (che riguarda l’intera enogastronomia, non solo l’enoturismo).

Il Forum è una grande vetrina che mostrerà dal 19 al 21 settembre ad Alba, in Piemonte, cosa si nasconde dietro una bottiglia di vino italiano, tra cultivar millenari, terrazzamenti, arte, archeologia, patrimoni Unesco, ed estrema cura dei dettagli.

Innovazione, creatività e sostenibilità sono al centro di questo Sesto Forum  come ha sottolineato Alessandra Priante, direttore Europa di Unwto: «Per noi italiani è essenziale dare risalto a questo comparto, attrarre nel nostro Paese personalità internazionali, e sviluppare il turismo dei territori che è la chiave per ripartire in modo solido dopo la pandemia».

L’amministratore delegato di Enit, Roberta Garibaldi, ha ricordato l’impegno per ottenere questa manifestazione in Italia, osservando come il nostro Paese – pur essendo ai vertici mondiali per produzione e sostenibilità –  manca ancora di un’attenzione riservata in questo comparto, e questo forum rappresenta un primo passo in questo senso. «Qualche anno fa il visitatore delle cantine era estremamente specializzato e adulto, oggi ci sono moltissimi turisti della generazione X che visitano le cantine, e va anche considerato che il 90% degli stranieri che vengono in Italia  ha almeno un’esperienza enogastronomica nel suo itinerario». L’ad di Enit ha anche ricordato l’eccezionalità delle nostre cantine, opere architettoniche di artisti come Renzo Piano, luoghi di concerti e di mostre, con strade del vino che iniziano in siti come la Valle dei templi di Agrigento.

Tenendosi ad Alba il Forum Mondiale dell’Enoturismo, l’assessore al Turismo della Regione Piemonte, Vittoria Poggio, ha ricordato il valore di territori come Langhe Roero. Anche qui il binomio con l’arte talvolta ha dato vita a sviluppi internazionali come nel caso delle iconiche cantine Ceretto. Un turismo che attrae nella Regione oltre 700.000 visitatori ogni anno coinvolgendo 4.300 produttori di vino.

A livello nazionale le imprese del vino made in Italy realizzano  un fatturato di 12 miliardi id euro, e nei primi sei mesi del 2022 abbiamo registrato una crescita del 14,2% nelle esportazioni sul 2021 e del 21,3% se ci confrontiamo con il 2019.

L’enoturismo vale in Italia 2,5 miliardi di euro l’anno e sono 14 milioni i turisti coinvolti che incidono sul fatturato delle aziende vitivinicole per il 27%. Un italiano su quattro pratica questo turismo, e spende 85 euro per una giornata senza pernottamento  e 160 con il pernottamento, motivo per il quale  ormai 9 aziende vinicole su 10 offrono accoglienza turistica.

Il turista tipo ha nel 60% dei casi meno di 35 anni, ricerca informazioni soprattutto online (82%) e per il 76% condivide la sua esperienza sui social, considerando che quasi sempre (90%) integra la degustazione con un’esperienza culturale o di benessere.

Il 58% delle aziende vitivinicole collabora con le Ota, ma va considerato che l’altra metà non lo fa. Forse per le agenzie di viaggi, gli operatori turistici potrebbero sviluppare una sinergia occupando una fetta di mercato con cosi importanti opportunità di sviluppo.

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