Site icon L'Agenzia di Viaggi Magazine

L’era in cui Trump chiuse le porte Usa

«There can be only one». A leggere le recenti disposizioni del dipartimento di Stato e gli executive orders del presidente statunitense, Donald Trump, viene in mente la leggendaria frase di Connor MacLeod, il protagonista di Highlander, resa in italiano con la traduzione «ne resterà soltanto uno».

Purtroppo, qui non si parla di cinema fantasy, ma di una fase che, un giorno, sarà forse ricordata come l’era in cui Trump chiuse le porte degli Stati Uniti, a immigrati e turisti.

Il dipartimento di Stato ha reso noto che sospenderà l’elaborazione dei visti per persone provenienti da decine di Paesi, con quella che appare una delle misure più estreme dell’amministrazione Trump nella sua stretta sull’immigrazione. A questo punto, più di un terzo degli Stati mondiali è stato escluso dall’American Dream.

LE NOVITÀ SUI VISTI

Una nota del dipartimento afferma che gli Stati Uniti bloccheranno a tempo indeterminato l’elaborazione dei visti per l’immigrazione per i cittadini di 75 Paesi, tra cui cittadini di alcuni Stati, come Afghanistan, Iran, Russia e Somalia, che hanno già scarse possibilità di ottenere un visto. Ma la decisione sarà uno shock per le persone provenienti da altre (popolose) nazioni presenti nell’elenco, come Brasile e Nigeria.

Ieri, 14 gennaio, il dipartimento ha dichiarato di aver dato istruzioni ai funzionari consolari di bloccare le domande di visto per l’immigrazione provenienti dai Paesi interessati, in conformità con un’ordinanza più ampia, emessa a novembre, che ha inasprito le norme relative ai potenziali immigrati che potrebbero diventare un “peso pubblico” negli Stati Uniti.

La sospensione, che inizierà il 21 gennaio, non si applicherà ai richiedenti di visti non-immigranti, come i visti turistici o di lavoro temporanei, che costituiscono la stragrande maggioranza delle richieste. Si prevede che la domanda di visti non-immigranti aumenterà nei prossimi mesi e anni, grazie ai Mondiali di calcio maschile del 2026 – ospitati insieme a Messico e Canada – e delle Olimpiadi del 2028, in programma a Los Angeles. L’ultimo allargamento del travel ban, però, impedirà ai cittadini di alcuni Paesi, come il Senegal e la Costa d’Avorio, di seguire la loro nazionale.

LA RECENTE STRETTA

La misura, quindi, si applica solo a coloro che desiderano vivere e lavorare in modo permanente negli Stati Uniti. Recentemente, Trump ha inoltre aumentato i controlli e le restrizioni per l’ingresso nel Paese anche di cittadini dei Paesi occidentali o di altri Stati alleati: è di dicembre la proposta di controllare le attività sui social negli ultimi cinque anni di tutti i turisti provenienti dai 42 Paesi esentati dal visto, tra cui l’Italia.

La stretta arriva mentre l’amministrazione Trump ha già rafforzato i controlli sulla presenza online per diverse categorie di visti, dagli H-1B agli ingressi per studio e scambi culturali. Senza contare la visa integrity fee, ovvero una tassa di 250 dollari che presto dovrà essere pagata da molti visitatori internazionali, che non riguarderà, tuttavia, i viaggiatori in entrata dai Paesi esentati dal visto.

LA MOTIVAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP

La misura del dipartimento di Stato mira a porre fine «all’abuso» dei diritti da parte di coloro che «vorrebbero estorcere ricchezza al popolo americano», ha affermato il portavoce del dipartimento, Tommy Pigott.

Le affermazioni dell’amministrazione, secondo cui gli immigrati prosciugano le risorse governative, sono in contrasto con gli studi del Cato Institute, dell’American Immigration Council e di altri gruppi, che hanno rilevato che gli immigrati utilizzano meno sussidi rispetto ai cittadini nati negli Stati Uniti.

I dati del dipartimento di Stato indicano che, nel 2024, gli Stati Uniti hanno rilasciato più di 600.000 visti per immigrati, la maggior parte dei quali a parenti stretti di cittadini statunitensi o residenti permanenti.

I titolari del documento di residenza permanente, comunemente nota come Green Card, hanno diritto a determinati tipi di assistenza pubblica, ma c’è un periodo di attesa di cinque anni per poter ricevere diversi benefici, tra cui Medicaid, Medicare e il programma Snap (buoni pasto), secondo l’organizzazione apartitica e senza scopo di lucro UsaFacts.

VISTI REVOCATI E PAESI INTERESSATI

Il dipartimento di Stato ha annunciato di aver revocato oltre 100.000 visti nel 2025, inclusi quelli turistici scaduti, nonché circa 8.000 visti per studenti e 2.500 per lavoratori specializzati, per reati che vanno dalla guida in stato di ebbrezza al furto.

Gli Stati colpiti dall’amministrazione Trump sono: Afghanistan, Albania, Algeria, Antigua e Barbuda, Armenia, Azerbaigian, Bahamas, Bangladesh, Barbados, Bielorussia, Belize, Bhutan, Bosnia, Brasile, Birmania, Cambogia, Camerun, Capo Verde, Colombia, Congo, Cuba, Dominica, Egitto, Eritrea, Etiopia, Figi, Gambia, Georgia, Ghana, Grenada, Guatemala, Guinea, Haiti, Iran, Iraq, Costa d’Avorio, Giamaica, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Kuwait, Kirghizistan, Laos, Libano, Liberia, Libia, Macedonia, Moldavia, Mongolia, Montenegro, Marocco, Nepal, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Repubblica del Congo, Russia, Ruanda, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan del Sud, Sudan, Siria, Tanzania, Thailandia, Togo, Tunisia, Uganda, Uruguay, Uzbekistan e Yemen.

Exit mobile version