L’extralberghiero scrive a Franceschini: “Aiutateci, rischiamo di chiudere”

by Redazione | 1 Aprile 2020 11:26

“Aiutateci, perché l’unica scelta che ci rimane è chiudere”. Questo è l’appello lanciato dal settore extralberghiero. Il portale Bed-and-Breakfast.it ha raccolto le richieste di aiuto in una lettera sottoscritta da 39 associazioni territoriali e destinata al ministro del Mibact, Dario Franceschini.

Gli associati spiegano che “non tutte le strutture di microricettività svolgono attività imprenditoriale e per questo sembra non siano state ricomprese negli aiuti del decreto cura Italia; tuttavia pagano regolarmente le tasse, i mutui e gli affitti, e il 45% delle piccole attività familiari sopravvive solo grazie al frutto di questo lavoro”.

Senza l’aiuto dello Stato, spiegano i sottoscrittori, “il settore extralberghiero, che rappresenta ormai una fetta importantissima del mercato turistico nazionale, si vedrà irrimediabilmente frenato nella sua capacità di reagire quando sarà il momento di ripartire. I b&b, gli affittacamere, gli agriturismo, le case vacanza e le locazioni turistiche danno lustro, insieme al settore alberghiero di cui sono complementari e non concorrenti, al panorama turistico nazionale. Lo hanno rivoluzionato in meglio ampliandone l’offerta e attirando milioni di nuovi viaggiatori da tutte le parti del mondo”.

Ecco il testo della lettera indirizzata al ministro Franceschini e al sottosegretario Lorenza Bonaccorsi:

Egregio ministro Dario Franceschini,

in veste di amministratore del sito Bed-and-Breakfast.it ho recepito le istanze delle migliaia di nostri associati e mi permetto, a loro nome, di sottoporle alla Sua attenzione, nella speranza che possano aiutare il governo nelle decisioni che verranno. Scrivo soprattutto a nome dei gestori di piccole attività ricettive del settore extralberghiero che non sono strutturate in forma di azienda, la maggioranza, che sembra non siano state incluse nei primi decreti urgenti emanati dal governo.

I Numeri
Rapporto b&b Italia 2020:

Quest’ultimo dato ci indica che una crisi del turismo prolungata nel tempo impatterà notevolmente sull’economia di quasi la metà dei gestori, sottraendo loro le risorse di sussistenza.

Le azioni possibili
Le soluzioni che riteniamo possano fornire un ristoro minimo nell’immediato, a tutte le strutture ricettive del settore extralberghiero, sia imprenditoriali che non, siano esse b&b, affittacamere, agriturismo, case vacanza o locazioni turistiche, possono essere selezionate a nostro parere tra le seguenti:

L’affitto
1) Molte strutture del settore extralberghiero sono in affitto e se la crisi perdurerà non avranno altra scelta che chiudere e perdere il lavoro. Per questo motivo suggeriamo che anche tali attività possano beneficiare del Bonus Affitti, da estendersi fino a quando non sarà di nuovo possibile viaggiare in Italia.

L’attività extralberghiera come unica fonte di reddito
2) Analogamente a quanto previsto all’art.29 dl (indennità lavoratori stagionali del turismo), si propone di estendere ai gestori di strutture ricettive extralberghiere che vivono esclusivamente del proprio lavoro, la medesima indennità per i mesi in cui non si siano registrati arrivi.

Le tasse e i tributi
3) Molte strutture hanno già pagato a gennaio il canone speciale Rai, oltre a quello ordinario, e quello della Siae. Considerando che per mesi questi canoni, incluso quello speciale sui rifiuti, sono stati pagati a vuoto, potrebbe essere presa in considerazione l’idea di rimborsarli tramite credito d’imposta o quantomeno ridurli o annullarli per il prossimo periodo.

4) Un ulteriore aiuto potrebbe arrivare da interventi sull’Imu per le strutture ricettive.

5) Un eventuale Bonus fiscale, tanto per le strutture ricettive imprenditoriali che non imprenditoriali del settore, potrebbe essere parametrato al calo di reddito dell’attività nel 2020 rispetto al 2019.

6) Analogamente a quanto previsto all’art. 64 del dl (credito imposta per spese di sanificazione ambienti), si propone di estendere anche alle strutture ricettive non imprenditoriali, per il periodo di imposta 2020, un credito d’imposta del 50% delle spese documentate per la sanificazione degli ambienti.

Mutui e utenze
7) Oltre ai canoni di affitto le strutture ricettive interrogate indicano difficoltà nel far fronte al pagamento delle rate dei mutui e delle utenze per i prossimi mesi. Per questo motivo potrebbe essere opportuno sospendere le rate anche per le strutture non imprenditoriali al pari delle misure già previste nell’art. 56 del dl 18 del 17.03.2020.

Obblighi imposti dalle leggi regionali alle attività saltuarie
8) Diversi nostri associati segnalano che gli obblighi imposti dalle leggi regionali, alcuni anche in contrasto con recenti sentenze del Tar come la n. 586/2016, possano frenare una eventuale ripresa, quando sarà il momento. In particolare l’obbligo di chiusura per un determinato periodo dell’anno, che potrebbe coincidere con il periodo in cui si comincerà nuovamente a viaggiare. Sarebbe opportuno derogare a questa norma almeno per un anno.

Voucher e Ota
9) Riportiamo infine le numerose lamentele relative all’impossibilità di emettere i voucher sostitutivi che il decreto cura Italia ha previsto anche per i soggiorni in strutture ricettive sui siti di alcune Ota internazionali che, invece, restituiscono anche i pagamenti di tariffe non rimborsabili senza dare la possibilità di emettere i voucher previsti.

Conclusioni
Probabilmente saremo il primo Paese a uscire dalla crisi, dopo la Cina, e ciò potrebbe concretizzare la possibilità di un rilancio del brand Italia con un marchio unico. Per tale motivo questo potrebbe essere il momento ideale per dare contributi a fondo perduto per ampliamento, digitalizzazione, innovazione, brand, miglioramento dei servizi.

Cordiali Saluti

Giambattista Scivoletto”.

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