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Milano-Cortina, il nodo trasporti è sciolto

Treni Milano Cortina

Quando l’evento dell’anno ce l’hai lì, a portata di mano, la cosa più naturale è armarsi di lente d’ingrandimento e analizzarlo in ogni dettaglio, a partire dalla logistica. Sì, perché le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono euforia e orgoglio da un lato; preoccupazione dall’altro; speranza da un altro ancora. Al via dunque l’esame del “cantiere lombardo-veneto”, alla vigilia dei Giochi, volgendo i tempi al passato, al presente e al futuro prossimo.

IL CAOS PRE EVENTO

Il passato, tutto sommato recente, narra di proclami, assunzioni di responsabilità, progetti e via libera. Ma parla anche dell’onere, oltre all’onore, di gestire un evento di portata internazionale trattando con i guanti argomenti spinosi.

Partiamo con un salto dal trampolino trasporti, con l’incognita di un fondale di neve che potrebbe essere soffice o ghiacciato. Gennaio – inutile girarci attorno – è stato un mese difficile. Stazioni ferroviarie chiuse, bus sostitutivi, ritardi continui, navette spesso affollate da e per l’aeroporto di Milano Malpensa, altro centro nevralgico della logistica lombarda, italiana e internazionale.

Il tutto condito da una serie di scioperi per rincarare la dose. Disservizi che “fanno parte dei Giochi”, ma che hanno fatto molto male a una terra, la Lombardia, dove il pendolarismo è particolarmente marcato. Secondo l’Istat, infatti, il 70% degli spostamenti quotidiani nella regione è per motivi di lavoro, con una parte consistente di questi flussi concentrata nelle aree metropolitane e lungo gli assi ferroviari e stradali che collegano città e hinterland. Riassumiamo? Sì, è stato il caos.

THE SHOW GOES ON

Ci siamo. Il 6 febbraio si accenderanno le luci dello stadio San Siro di Milano e da lì sarà tutto un crescendo. Con la fiamma olimpica che ha girato l’Italia, scaldando il cuore di grandi città e paesi meno affollati, toccherà al capoluogo lombardo spalancare gli occhi del mondo su questi Giochi olimpici così voluti, fortemente desiderati. Milano-Cortina proverà a ottemperare al meglio alla questione trasporti con una serie di manovre non di poco conto, necessarie e studiate ad hoc. Ma facciamo ordine.

Già mesi in fa (era maggio 2025), Franco Lucente, assessore lombardo ai Trasporti e alla mobilità, si dichiarava pronto alla sfida olimpica. A ottobre, poi, ha rincarato la dose snocciolando obiettivi e cifre: «Il potenziamento del trasporto pubblico lombardo è il risultato della stretta collaborazione tra Regione, Prefetture, Fondazione Milano-Cortina e aziende di trasporto, frutto di un investimento di circa 15,5 milioni di euro in gran parte finanziati da fondi statali. Sono certo che di questa opportunità di mobilità moderna e sostenibile ne beneficeranno tutti i pendolari e i cittadini dell’intera Lombardia».

TRENI POTENZIATI

Al grido di “Niente ci muove più di un’emozione”, Trenitalia ha strutturato un piano ferroviario integrato e potenziato per collegare in modo efficace città, aeroporti e sedi olimpiche, per atleti, spettatori e turisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. La strategia si basa su un’offerta multimodale che combina treni ad alta velocità o regionali con servizi bus integrati.

Da qui il progetto Frecciarossa + FrecciaLink, che permette di partire in treno dalle più grandi città italiane (Milano, Roma, Firenze, Bologna) scendendo a nodi ferroviari come Venezia Mestre e proseguendo in autobus fino alle sedi olimpiche. Il biglietto unico include entrambi i mezzi, senza dover acquistare titoli di viaggio separati. A questo si aggiunge l’arrivo di Frecciarossa direttamente a Malpensa Aeroporto nei weekend tra il 7 febbraio e il 15 marzo 2026, consentendo connessioni dirette da e verso nord- est senza cambi.

Quanto a Trenord, invece, è stata potenziata l’offerta per garantire collegamenti capillari e frequenti verso le sedi olimpiche e le principali aree interessate dagli eventi. Dal 6 al 22 febbraio in Lombardia circoleranno 2.500 collegamenti al giorno (120 corse giornaliere in più) in una fascia che va dalle 4.20 del mattino alle 3 di notte, con una frequenza indicativa di 30 minuti.

Un ritmo pensato per garantire una mobilità continuativa, sostenibile e integrata tra città, vallate e sedi di gara olimpiche. Presenti soluzioni diverse anche in biglietteria (ticket giornalieri, ticket family, carnet 10 corse, ticket “Io viaggio ovunque”) per andare incontro a ogni esigenza. Un occhio di riguardo anche al fattore estetico, con convogli vestiti a festa che richiamano – com’è giusto che sia – i colori olimpici.

L’ALTERNATIVA BUS

Detto della combinazione Frecciarossa + FrecciaLink, e tralasciando i servizi locali in zona Cortina d’Ampezzo grazie a Dolomitibus, anche Flixbus ha voluto cogliere l’occasione olimpica. I bus verdi opereranno sette giorni su sette e fino a due volte al giorno tra Milano Lampugnano e Cortina, per offrire più soluzioni di viaggio ai visitatori, supplendo alla mancanza di un collegamento ferroviario tra le due città, facendolo a cifre comode per tutte le tasche.

Ma il grande protagonista su gomma è Busitalia, premium partner dei Giochi del Gruppo Trenitalia. Saranno circa 400 i bus rossi giornalieri messi a disposizione di atleti, staff e accreditati, con l’obiettivo di rendere il più agevole possibile la logistica di un evento che per la prima volta nella storia olimpica si svilupperà su tre regioni differenti: Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Potenziati, inoltre, i collegamenti per Cortina e Livigno, nell’area del bellunese, e in generale tra le varie città italiane e i siti olimpici. Un altro tassello fondamentale di questo gigantesco mosaico.

CAPITOLO TRASPORTO URBANO

Anche sul fronte dei trasporti urbani Milano non è rimasta a guardare. Il piano straordinario approvato per Olimpiadi e Paraolimpiadi prevede un orario prolungato fino alle 2 di notte per tutte le linee metropolitane; un servizio notturno di superficie (autobus e tram) esteso tutte le notti della settimana, con 14 linee attive tra le 2.30 e le 5.30 del mattino, garantendo continuità anche nelle fasce più tarde.

Inoltre, alcune corsie di filobus urbani, come quella della 90/91, saranno dedicate prioritariamente ai mezzi pubblici e alla mobilità olimpica, con divieto di accesso temporaneo per moto, scooter e biciclette in determinati tratti strategici. Sempre secondo il piano di mobilità, gli stakeholder delle Olimpiadi, inclusi volontari e personale accreditato, potranno utilizzare gratuitamente il trasporto pubblico locale per spostarsi in città, rafforzando ulteriormente l’integrazione tra metro, bus, tram e servizi olimpici.

Per l’area C, ovvero quella a traffico limitato, nel periodo olimpico/paraolimpico, è prevista una esenzione temporanea dal pagamento della congestion charge per i veicoli messi a disposizione dal Comitato organizzatore dei Giochi.

ROAD TO THE FUTURE

Nel mese di dicembre, a Borca di Cadore, abbiamo incontrato il ministro dello Sport Andrea Abodi in occasione dell’inaugurazione del Parc Hotel Des Dolomites (di Th Group) e di fronte alla domanda «Cosa succederà dopo?», non ha esitato: «Il lascito saranno infrastrutture più efficienti e in generale un’eredità in linea con lo spirito che ha guidato i lavori in questi mesi».

Cosa si potrà quindi raccontare? La sentenza sarà ai posteri, ma le idee non mancano. Milano, da grande città qual è, punta ad allinearsi alle altre “Big Town” con il prolungamento degli orari delle metro anche in fascia notturna, tutti i giorni dell’anno. La parentesi olimpica – questo l’auspicio – potrebbe essere un momento di sperimentazione per constatare efficienza e numeri.

Già tempo fa, nell’era Moratti, si era fatto un test simile, poi messo da parte proprio a causa di uno scarso utilizzo dei mezzi in quegli orari. Ma il tempo potrebbe aver cambiato le necessità. L’attuale sindaco Beppe Sala si è già detto favorevole sia per agevolare i lavoratori, sia per sensibilizzare i giovani all’utilizzo del trasporto pubblico in ottica ambientalista.

Altro snodo riguarda la riqualificazione di ben 10 stazioni lungo la tratta Milano-Cortina. Lecco, Sondrio, Tirano, Morbegno e non solo go- dranno di un restyling che si tradurrà in riqualificazioni architettoniche, nuovi percorsi pedonali, spazi urbani più funzionali e una maggiore intermodalità. E questo solo per citare alcuni possibili cambiamenti.

La verità a cui vogliamo credere, forse un po’ per incoscienza, e un po’ per una speranza che da sempre caratterizza noi italiani, è quella “dell’occasione da cogliere”, del treno che passa una sola volta e su cui era impossibile non saltare su. Tanto da poter dire, alla fine dei Giochi, «è stato un caos, ma ne è valsa la pena».

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