Voli intercontinentali da Milano Linate a New York, ma solo in Business class. L’ipotesi – a quanto apprende il Corriere della Sera – spunterebbe nelle 126 pagine del “Piano nazionale degli aeroporti” del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Si tratterebbe di una novità clamorosa, perché a oggi, per decreto, un aeroporto cittadino ha un limite geografico sui collegamenti.
“Linate – si legge nel testo visionato dal Corriere – potrebbe essere aperto a nuove rotte extra Ue anche oltre i 1.500 chilometri. Queste rotte devono essere operate esclusivamente con velivoli in configurazione business da compagnie legacy”. Quindi solo voli di linea.
Come sempre c’è un perché: “Per assicurare ai vettori aerei una maggiore efficienza e una più ampia scelta nel definire i loro servizi di linea conformemente ai diversi profili di domanda dei passeggeri, in modo trasparente e sulla base di criteri oggettivi”.
LEGGE DA CAMBIARE
Ovviamente, per mettere il timbro sulla novità bisogna cambiare la legge e andare oltre “il decreto 01/09/2022 del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile – il decreto Giovannini – autorizzato dalla Commissione europea, che regola la ripartizione del traffico nel sistema aeroportuale milanese (Malpensa, Linate, Bergamo)”.
In relazione a Linate, attualmente il decreto è articolato su tre parametri, come ricorda il Corsera: “I vettori possono operare soltanto rotte punto a punto; i collegamenti potranno essere effettuati con aeromobili a corridoio singolo (come gli Airbus A220, A320, i Boeing 737); ci possono essere soltanto voli con altri aeroporti Ue, oppure di Stati che hanno accordi con l’Unione, purché entro un raggio di 1.500 chilometri.
Inoltre, sempre per decreto, Linate ha un tetto massimo di 18 tra arrivi e partenze, che però non viene alterato dal Piano. Quindi, per evitare “ingorghi” e procedere con i voli intercontinentali dovranno essere sacrificate alcune frequenze sui collegamenti nazionali e internazionali.
I NUMERI DI PRIMA E BUSINESS
In base ai dati forniti al Corriere della Sera dalle piattaforme specializzate, “nel 2025 oltre 119mila persone hanno viaggiato in Prima e Business tra Linate (con scalo negli hub europei)/Malpensa e gli aeroporti di New York. Con una media di 327 persone al giorno (in entrambe le direzioni). La tariffa media è stata di 2.450 dollari, a tratta, per oltre 292 milioni di ricavi”.
LE COMPAGNIE INTERESSATE
Stabilito il principio, scopriamo “chi”. Cioè, quali compagnie sarebbero eventualmente interessate al progetto intercontinentale da Linate. Cirium cita Ita Airways, che, con il resto del gruppo Lufthansa, ha una quota di mercato del 52% dei voli programmati nello scalo per il 2026. E alla finestra si era già affacciata anche Air France-Klm, come aveva riferito al Corriere il ceo, Ben Smith.
Finora nessuna di queste compagnie ha i requisiti giusti, quindi aerei a corridoio singolo con la configurazione interna tutta Business. Saltato quest’ostacolo, la modifica del decreto dovrebbe passare da Bruxelles. Insomma, i tempi non sono proprio immediati.
E allora si scopre che, per ora chi ha le carte in regola è l’aviolinea francese La Compagnie, che ha due A321 con solo 76 poltrone a bordo e vola già tra Malpensa e New York.

