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Museo Egizio di Torino, in mostra la Missione Archeologica Italiana 1903-1920

L’esposizione dedicata all’avventura della Missione Archeologica Italiana in Egitto 1903-1920, al Museo Egizio di Torino fino al 10 settembre, inaugura la stagione delle grandi mostre di primavera sotto la Mole.

Per la prima volta documenti d’archivio e materiali fotografici raccontano l’epopea delle avventure archeologiche italiane nella Valle del Nilo, intrecciandosi con le storie dei protagonisti, primo fra tutti l’allora direttore del Museo Egizio, Ernesto Schiaparelli, che ne fu il fondatore. Proprio dalla ricostruzione del suo ufficio prende il via il percorso di visita curato da Paolo del Vesco e Beppe Moiso, che attraverso fotografie d’epoca, documenti, mappe, ricostruzioni, contenuti multimediali e reperti, narra quest’importante capitolo dell’egittologia e del lavoro sul campo nei primi decenni del secolo scorso.

«Credo che sia molto importante valorizzare il rapporto che lega il Museo Egizio a Torino – ha dichiarato Evelina Christillin, presidente del Museo EgizioIl contesto storico generale in cui si colloca l’avventura archeologica del Museo Egizio è ricostruito all’inizio del percorso, inquadrando gli eventi principali nella più ampia cornice politica e culturale dell’inizio del Novecento, quando gli studiosi intrattenevano rapporti professionali e personali con i più eminenti ricercatori italiani e stranieri, mentre le innovazioni tecnologiche iniziavano a condizionare il lavoro e la vita di tutti i giorni. Infatti, in quegli anni Torino si connotava come polo industriale e creativo, brulicante di movimento e fiducia nel progresso».

Ente no profit fondato al 95% sull’autofinanziamento, la Fondazione Museo Egizio ha recentemente investito l’avanzo di bilancio dell’anno scorso, pari a circa 800.000 euro, nella digitalizzazione dell’archivio storico, per mettere a disposizione del pubblico internazionale il ricco patrimonio dell’istituzione.

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