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Nasce Bdav, il database
delle agenzie di viaggi

dati lente adobe

Con la demo operativa della nuova piattaforma Bdav – Banca dati agenzie di viaggi prende forma finalmente lo strumento pubblico antiabusivismo. Presentata dal ministero del Turismo, l’attesa piattaforma sostituisce di fatto Infotrav, il database che doveva fornire in tempo reale attendibili informazioni sull’universo del turismo organizzato ma che non è mai decollata per la lentezza nel flusso di informazioni provenienti dagli enti locali deputati a censire le titolarità e le regolarità delle imprese di viaggio.

Una vera è propria svolta celebrata in primis da Fiavet Confcommercio, che ha partecipato alla presentazione ufficiale. “È una conquista storica nella lotta all’abusivismo nel settore del turismo organizzato – si legge in una nota della federazione – Si traduce finalmente in realtà una misura strategica richiesta e sostenuta con forza a tutti i livelli istituzionali. La nuova banca dati è strutturata per garantire la trasparenza del mercato, la tutela della concorrenza, il coordinamento informativo tra le amministrazioni dello Stato e la sicurezza dei viaggiatori”.

CIN D’OBBLIGO PER LE ADV

Il cuore del sistema è sicuramente il Codice identificativo nazionale assegnato alle sole agenzie di viaggi e tour operator in regola con i requisiti di legge. Il Codice – un po’ come per gli affitti brevi – dovrà essere obbligatoriamente esposto e inserito in ogni attività di comunicazione, pubblicità, promozione o presenza sui canali social.

In questo modo, i turisti avranno uno strumento immediato e digitale per verificare l’autenticità e la regolarità dell’operatore a cui si affidano, azzerando il rischio di truffe.

ILLEGALI AL BANDO

La necessità di un intervento pubblico centralizzato è evidente nei dati macroeconomici del comparto. In Italia – secondo un report di Fiavet – si stimano circa 38.000 attività illegali o non autorizzate che muovono flussi di viaggi organizzati, a fronte di appena 7.100 agenzie di viaggio regolari. Un fenomeno neanche tanto sommerso che sottrae fette consistenti di fatturato all’economia legale attraverso una massiccia evasione fiscale e una concorrenza sleale basata sul mancato pagamento di tasse, coperture assicurative obbligatorie e costi aziendali. E se per le imprese regolari il danno economico è enorme, per i consumatori i rischi sono ancora più gravi.

Affidarsi a soggetti abusivi significa viaggiare senza garanzie sulle coperture assicurative, senza corrispondenti in loco in caso di emergenza e con il forte rischio di trovare servizi e ricettività non corrispondenti alle promesse.

Una vulnerabilità emersa in tutta la sua gravità durante la pandemia, quando migliaia di persone rimasero bloccate all’estero proprio per la mancanza delle tutele legali e logistiche garantite esclusivamente dai pacchetti turistici venduti dalle agenzie regolari. “Fino ad oggi – rileva la federazione delle agenzie di viaggi – la frammentazione normativa, l’assenza di sanzioni efficaci in alcune Regioni e la carenza di risorse o formazione specifica per le polizie municipali deputate ai controlli sul territorio hanno reso questa piaga sempre più diffusa”.

Per le associazioni di categoria, la concretizzazione di questo albo telematico rappresentava la risposta ideale alle istanze presentate ai tavoli ministeriali: non contava la collocazione tecnica dello strumento, ma l’urgenza di affidare la gestione a un controllore pubblico centrale, un ente al di sopra delle parti capace di coordinare le verifiche.

«Oggi raccogliamo i frutti di un lavoro lungo e costante – ha commentato il vice presidente di Fiavet, Giuseppe Scanu, che ha seguito in prima persona l’intero iter del progetto – Abbiamo affiancato da sempre le istituzioni per arrivare a questo risultato storico. Il Codice è uno scudo per le nostre imprese, costrette a subire la concorrenza sleale di chi non paga le tasse e non offre alcuna tutela, ma è soprattutto un patto di fiducia e sicurezza con i viaggiatori».

«Per garantire il pieno successo della piattaforma – evidenzia Scanu – sarà ora indispensabile procedere speditamente verso una totale integrazione informatica tra le banche dati del ministero del Turismo, dei singoli Comuni e delle Camere di Commercio. Solo un incrocio costante e automatizzato dei dati, come sottolineato dal vice presidente Scanu, permetterà di isolare definitivamente chi opera nell’illegalità, restituendo dignità alle imprese regolari e totale sicurezza ai viaggiatori».

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