Una trimestrale debole, un outlook deludente, un titolo in netto calo in Borsa. Per questo, Elliott Investment Management alza la voce con Norwegian Cruise Line Holdings. L’investitore attivista ha dichiarato che la compagnia di crociere ha bisogno di un nuovo cda e di un nuovo piano industriale. Il mese scorso, l’hedge fund, che gestisce 80 miliardi di dollari di asset, ha annunciato una partecipazione del 10% nella società.
Elliott ha dichiarato, in una nota, che la compagnia di crociere ha bisogno di nuovi membri del consiglio di amministrazione per «ripristinare la responsabilità, rafforzare la supervisione e ricostruire la fiducia degli investitori».
Elliott ha più volte criticato la selezione del management da parte del consiglio di amministrazione, nell’ultimo decennio, inclusa la recente nomina del suo nuovo ceo, John Chidsey. Ha ora rinnovato le critiche, dopo che Norwegian Cruise ha mancato le stime trimestrali di fatturato e ha avvertito delle pressioni sugli utili, quest’anno, dovute all’aumento dei costi del carburante per le incertezze geopolitiche. Norwegian ha anche affermato che alcuni errori hanno contribuito a un calo delle prenotazioni.
TRIMESTRALE E OUTLOOK
Norwegian prevede un utile rettificato di 2,38 dollari per azione nel 2026, inferiore alla stima di 2,55 dollari degli analisti, e prevede che il rendimento netto annuo (l’utile per passeggero, al netto di determinati costi) rimarrà invariato rispetto all’anno precedente.
La compagnia non opera attualmente nelle aree interessate dal conflitto in Medio Oriente e non prevede impatti sugli itinerari, ma sta monitorando attentamente la situazione, ha dichiarato un portavoce all’agenzia Reuters.
L’azienda ha dichiarato che gli effetti a lungo termine dei conflitti sui costi del carburante rimangono incerti. I prezzi del carburante per tonnellata sono saliti a 662 dollari, nel 2025, dai 641 dollari dell’anno precedente, e si prevede che raggiungeranno i 670 dollari nel 2026. I margini sono inoltre ridotti dai bacini di carenaggio, dalle consegne di nuove navi e dalla manutenzione.
Gli analisti di Jefferies hanno affermato che i cambi di leadership e le tensioni geopolitiche in Messico e in Medio Oriente potrebbero creare un “periodo turbolento” per l’azienda. Il fatturato del quarto trimestre è stato di 2,24 miliardi di dollari, al di sotto delle aspettative di 2,35 miliardi di dollari, mentre l’utile rettificato di 28 centesimi per azione ha superato le previsioni di 26 centesimi.
COSA DICE ELLIOTT
«Quanto detto oggi durante la conference call sugli utili hanno confermato un preoccupante schema di errori esecutivi e passi falsi strategici in tutta l’azienda, andati avanti per anni», ha affermato Elliott.
Norwegian Cruise Line Holdings è rimasta indietro rispetto alle sue concorrenti, negli ultimi tempi, e le sue azioni sono scese del 13% nel 2025, rispetto a un aumento di circa il 20% delle rivali Royal Caribbean e Carnival. Ieri, poi, tra la trimestrale sotto le attese e la crisi nel Golfo Persico, il titolo ha perso il 10,5%.
Tre degli otto posti nel cda di Norwegian sono in gioco, quest’anno. Elliott ha diversi giorni per presentare i propri candidati, se vuole intraprendere una guerra per procura.
Elliott, alla ricerca di nuovi componenti indipendenti del consiglio di amministrazione di Norwegian, con competenze specifiche nel settore e operative, aveva contattato l’ex presidente e direttore operativo di Royal Caribbean, Adam Goldstein, come potenziale candidato, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, a febbraio.
L’anno scorso, Elliott ha condotto una dura battaglia in Phillips 66, dove si è aggiudicata due seggi nel consiglio di amministrazione, e nel 2024 ha raggiunto un accordo con Southwest Airlines dopo una lunga battaglia pubblica. L’azienda spesso raggiunge anche accordi in privato, con cui i suoi candidati entrano a far parte dei cda. La scorsa settimana, il produttore alimentare J.M. Smucker ha aggiunto due amministratori dopo aver discusso con l’azienda.

