Parchi acquatici pronti a riaprire le porte in occasione del lungo week end del 2 giugno. Sono diverse le novità per l’estate 2026 che li stanno trasformando sempre più in oasi del divertimento tematizzate, in linea con i modelli proposti all’estero.
L’indotto dell’intero comparto, parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura, più di 400 strutture in Italia, genera oltre 350 milioni di euro di fatturato dalla sola vendita dei biglietti, 21,1 milioni di visitatori certificati Siae e 25.000 posti di lavoro diretti. Oltre alle economie che ruotano intorno all’offerta parchi, come ristorazione e trasporti, per un totale di 8 miliardi di euro a fronte di circa 60.000 posti di lavoro.
Numeri che collocano a pieno titolo i parchi divertimento tra i principali attori dell’industria turistica e dell’intrattenimento in Italia.
LO SVILUPPO DEI PARCHI
Spazi più vivibili, scenografici e accoglienti, servizi potenziati e ambientazioni pensate per offrire un’esperienza che va ben oltre i soli scivoli e le piscine con le onde: è la direzione di sviluppo che riguarda gli oltre 100 parchi acquatici presenti sul territorio nazionale, 60 dei quali rappresentati da AssoParchi, ma che coinvolge anche i parchi a tema, dove aree dedicate con attrazioni legate all’acqua si stanno ampliando fino a diventare, in alcuni casi, veri e propri “parchi nei parchi”.
E piace molto la nuova veste dei parchi: secondo una recente analisi condotta da Grs per l’Osservatorio AssoParchi, la prima motivazione di scelta è proprio la disponibilità di aree relax e benessere, seguita dalle ambientazioni immersive e dalla presenza di spazi attrezzati per i bambini. Le classiche attrazioni adrenaliniche si collocano solo al quarto posto.
Luciano Pareschi, presidente AssoParchi: «Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei. Le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita. Per i parchi tematici i primi mesi dell’anno sono sostanzialmente in linea con il 2025. La stagione appena iniziata per i parchi acquatici è tutta da scrivere, anche se le aspettative, clima permettendo, sono di crescita. Ora guardiamo con attenzione a una domanda che potrebbe essere favorita dalla tendenza delle famiglie a viaggiare meno all’estero e a scegliere mete di prossimità».
AGEVOLARE IL COMPARTO
«In una fase in cui molti operatori turistici hanno aumentato in modo rilevante i prezzi, i parchi hanno fatto una scelta diversa: contenere il costo del biglietto e investire in promozioni e formule flessibili per favorire la partecipazione. È una scelta industriale, ma anche sociale», sottolinea Pareschi.
Proprio sul problema dei prezzi, l’associazione chiede da tempo anche l’intervento del governo, attraverso semplificazioni sui processi di vendita e la riduzione dell’Iva sui biglietti.
Il modello da seguire è quello della Gran Bretagna, che ha recentemente deciso di abbattere l’imposta per i mesi estivi portandola al 5% sui biglietti per parchi divertimento, parchi avventura, zoo, musei e attrazioni, come evidenzia Maurizio Crisanti, direttore AssoParchi: «La scelta britannica dimostra che la leva fiscale può essere utilizzata in modo concreto per sostenere l’accessibilità dell’offerta turistica, culturale e ricreativa. È esattamente il principio che sosteniamo da anni, insieme a Rete Imprese di Spettacolo/Agis. Ridurre l’iva significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare più domanda. Una misura di politica economica per stimolare i consumi interni, favorire l’occupazione stagionale e produrre benefici anche per i territori».

