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Parchi e crociere “salvano” Disney: la trimestrale

Disneyland

La macchina dell’entertainment fisico di Disney continua a confermarsi uno dei pilastri più solidi del gruppo. Nel secondo trimestre fiscale 2026, chiuso il 28 marzo, The Walt Disney Company ha registrato ricavi complessivi per 25,2 miliardi di dollari, in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato operativo totale dei segmenti Disney è salito del 4%, a 4,6 miliardi di dollari, mentre l’Eps rettificato è cresciuto dell’8%, a 1,57 dollari.

CONTI TRAINATI DALLE EXPERIENCES

Il dato più rilevante per l’industria travel arriva dalla divisione Disney Experiences, che comprende parchi a tema, resort e la Disney Cruise Line. Il segmento ha generato 9,487 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 7%, e un reddito operativo di 2,615 miliardi, in crescita del 5%. Per Disney, si tratta di un record per il secondo trimestre fiscale, sia in termini di ricavi, sia di redditività operativa della divisione.

La crescita è stata trainata da più fattori. Nei parchi statunitensi, Disney segnala un aumento della spesa per ospite, con incrementi in ingressi, food & beverage e merchandise. La spesa pro capite  nei parchi domestici è cresciuta del 5%, nel trimestre. A questo si aggiunge il contributo delle crociere: l’aumento dei passenger cruise days riflette l’ingresso in flotta di Disney Destiny, lanciata nel novembre 2025, e di Disney Adventure, entrata in servizio nel marzo 2026.

I PARCHI iNTERNAZIONALI MEGLIO DI QUELLI STATUNITENSI

Nel dettaglio, la componente Parks & Experiences Domestic ha raggiunto i 6,917 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 6%, con un reddito operativo di 1,909 miliardi, in aumento del 5%. La parte internazionale ha registrato ricavi per 1,596 miliardi, in crescita dell’11%, e un operating income di 227 milioni, pari a un incremento dell’1%.

Mentre le presenze globali sono aumentate del 2%, le visite ai parchi nazionali sono diminuite dell’1% rispetto all’anno precedente. Disney ha affermato che le visite internazionali ai parchi nazionali sono state più deboli, una tendenza già osservata nel trimestre precedente.

BENE IL PREMIUM

L’ecosistema Disney continua dunque a poggiare su una domanda premium, capace di sostenere livelli elevati di spesa, anche in uno scenario macroeconomico non privo di incertezze. La società segnala infatti una domanda “healthy” nei parchi e resort domestici, pur mantenendo cautela rispetto alla pressione che l’incertezza economica può esercitare sui consumatori.

L’ESPANSIONE

Il trimestre conferma inoltre il peso crescente della strategia di espansione fisica. Disney ha indicato costi di pre-apertura, legati a Disney Adventure e World of Frozen, che hanno inciso per circa due punti percentuali sulla crescita dell’operating income della divisione Experiences. In parallelo, gli investimenti in parks, resorts and other property sono saliti a 5,0 miliardi di dollari nei primi sei mesi dell’esercizio, contro i 4,3 miliardi dell’anno precedente, principalmente per l’espansione della flotta Disney Cruise Line e per nuove attrazioni nei parchi.

La compagnia continua anche a spingere su modelli di crescita più leggeri dal punto di vista del capitale, collaborando con operatori locali consolidati. Tra i progetti citati figurano una nuova nave da crociera per il Giappone e un theme park resort ad Abu Dhabi, iniziative che indicano una volontà di rafforzare la presenza internazionale, senza replicare necessariamente lo stesso modello proprietario dei grandi resort storici.

La trimestrale è la prima da quando Josh D’Amaro ha assunto la carica di amministratore delegato, a marzo. Sotto la guida del nuovo ceo, succeduto a Bob Iger dopo due mandati al timone per un totale di circa 20 anni, Disney ha già effettuato una serie di licenziamenti e ha dovuto affrontare crescenti pressioni politiche riguardanti il ​comico e conduttore di talk show Jimmy Kimmel, per una battuta su Donald e Melania Trump.

LA LETTURA TRAVEL

Per gli operatori del turismo organizzato, la trimestrale offre una lettura netta: Disney Experiences non è una business unit accessoria rispetto al core media del gruppo, ma una piattaforma globale di viaggio, intrattenimento e consumo esperienziale. E, almeno per ora, continua a crescere.

«Continuiamo a osservare una forte domanda da parte dei consumatori. Sebbene possano esserci alcune preoccupazioni a livello macroeconomico e in particolare riguardo al prezzo del carburante, non abbiamo riscontrato alcun segnale in tal senso», ha dichiarato Hugh Johnston, Cfo di Disney, alla Cnbc. Ha aggiunto che le prenotazioni per la seconda metà dell’anno «sono piuttosto solide».

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