Per il primo grande ponte primaverile dell’anno, i flussi turistici confermano una doppia direttrice: outgoing italiano verso le capitali europee e incoming internazionale attratto dal clima e dalle destinazioni costiere del Belpaese. È quanto emerge dall’analisi delle prenotazioni di eDreams, che registra un +17% dei viaggi degli italiani rispetto alla Pasqua 2025.
EUROPA PROTAGONISTA
Le scelte dei viaggiatori italiani premiano le grandi città d’arte e le mete urbane consolidate. In testa alla classifica figurano Barcellona, Parigi e Londra, affiancate da destinazioni in forte ascesa come Tirana, Praga e Bucarest. Il dato più rilevante riguarda Varsavia, che segna un incremento record del 111%, confermandosi tra le destinazioni emergenti più dinamiche per il mercato leisure.
Sul fronte domestico, resistono le mete di prossimità: Catania si posiziona tra le destinazioni più prenotate, mentre Napoli registra una crescita significativa (+93%), trainata da un mix competitivo di cultura, enogastronomia e accessibilità. In aumento anche Milano (+39%), che consolida il proprio ruolo di hub urbano attrattivo anche per soggiorni leisure.
SHORT BREAK PASQUALE
Dal punto di vista della durata, il comportamento d’acquisto evidenzia una netta preferenza per il “weekend lungo”: il 61% degli italiani opta per soggiorni di 3-4 giorni, mentre il 22% sceglie viaggi di 5-6 giorni. Più contenuta la quota di chi privilegia formule mordi e fuggi di due giorni (17%). Il dato conferma un trend ormai strutturale nel segmento leisure: esperienze brevi, ad alta intensità e facilmente integrabili con i calendari lavorativi.
INCOMING: TRA CITTÀ D’ARTE E MARE
Sul versante inbound, la Pasqua si conferma un primo banco di prova per la stagione estiva italiana. Accanto alle intramontabili Roma, Venezia e Firenze, cresce l’appeal delle destinazioni costiere come Palermo, Bari e Olbia, scelte da chi punta a un primo assaggio di mare.
A trainare i flussi verso l’Italia sono principalmente i mercati europei di prossimità: spagnoli (28%), francesi (26%) e tedeschi (14%), a conferma della centralità del bacino europeo per il turismo inbound nella shoulder season.

