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Passeggeri aerei molesti: in un anno oltre 2mila casi

aereo passeggeri_adobe

L’indisciplina e la maleducazione a bordo degli aerei crescono a dismisura: secondo il rapporto annuale dell’Ufficio federale svizzero dell’aviazione civile (Ufac), riportato in evidenza dalla televisione elvetica Rsi, nel 2025 si sono registrati 2.043 casi di ‘passeggeri molesti’ con i più svariati comportamenti indisciplinati come il fumare nonostante il divieto, il rifiutarsi di allacciare la cintura o abusare del consumo di alcol, talvolta combinato con farmaci.

Ma ci sono stati anche episodi più insoliti: passeggeri impazienti che ancor prima di arrivare al gate hanno tentato di aprire le porte dell’aeromobile, oppure lanci di vassoi con i pasti serviti a bordo per banali litigi con i vicini di posto.

Ma ciò che rileva l’Ufac è il preoccupante incremento a doppia cifra, +18% rispetto al 2024, di questi casi di molestie in cielo, che denota una escalation di inciviltà a bordo degli aeromobili alla quale, secondo le autorità dell’Aeronautica svizzera, bisogna rispondere con severe sanzioni o addirittura misure come una sorta di daspo aereo, sul modello di quello adottati per i tifosi violenti negli stadi, con il divieto di mettere piede a bordo degli aerei per i passeggeri incivili.

Nel dettaglio del rilevamento Ufac, sugli oltre duemila casi di indisciplina 518 hanno riguardato aggressioni verbali, che risultano aumentate addirittura del 45%: «Non ne conosciamo le cause precise. Ma si tratta di un fenomeno in aumento anche nelle stazioni, sui treni e altri mezzi pubblici. Non è dunque un problema limitato agli aerei», ha spiegato alla tv elvetica Antonello Laveglia, portavoce dell’Ufac.

Ma a crescere è stato anche il numero di casi più gravi, e quello più eclatante è accaduto nel marzo del 2024 a bordo di un volo Swiss da Newark (New Jersey) a Zurigo, quando subito dopo il decollo, un cittadino belga ha aggredito diversi assistenti di volo, minacciandoli di morte e tentando di entrare nella cabina di pilotaggio. L’uomo è stato condannato dal tribunale competente del New Jersey a 10 mesi di carcere e a circa 70mila dollari di risarcimento.

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