Il turismo d’avventura continua a guadagnare terreno a livello globale e il Perù, con le sue caratteristiche naturali, punta a rafforzare il proprio posizionamento tra le destinazioni di riferimento del segmento come mete alternative all’overtourism, guardando con crescente interesse anche al mercato italiano.
Secondo l’Adventure Travel Trends & Insights: State of the Adventure Travel Industry 2025 dell’Adventure Travel Trade Association (Atta), il turismo adventure ha registrato nel 2024 una spesa media di 3.000 dollari per viaggiatore, in crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente, con una permanenza media di otto notti. Un trend che trova nel Paese sudamericano un’offerta sempre più strutturata, capace di coniugare natura, attività outdoor, cultura e sostenibilità.
Nel corso dell’incontro con la stampa italiana del settore, negli uffici milanesi di Martinengo Communication, Jorge Llosa Morales, consigliere economico commerciale di Promperù, ha illustrato la strategia dell’ente per ampliare la percezione della destinazione oltre la sua icona più conosciuta, il mitico Machu Picchu, ancora nella top 7 delle meraviglie del mondo.
L’obiettivo è valorizzare un patrimonio tutto da conoscere che comprende Amazzonia, Ande, costa pacifica, deserto e numerose destinazioni ancora poco presenti negli itinerari del mercato italiano, intercettando una domanda sempre più orientata verso esperienze autentiche e turismo attivo.
Un posizionamento che trova conferma nei numeri. Secondo il Profilo del turista straniero in arrivo attraverso l’Aeroporto Internazionale Jorge Chávez 2025, il 52% dei visitatori internazionali pratica attività di avventura durante il soggiorno in Perù, contro il 45% del 2019. Tra le esperienze più richieste spicca il trekking, scelto dall’80% dei turisti adventure, seguito dall’alpinismo (44%).
Anche l’impatto economico del segmento è significativo: il turista adventure spende mediamente 1.887 dollari per viaggio, l’11,9% in più rispetto al 2019 e il 26% in più rispetto al turista tradizionale, generando ricadute particolarmente rilevanti nelle aree rurali e nelle comunità locali.
Il Perù punta così a consolidare la propria immagine di destinazione outdoor a 360 gradi, dal mare alle vette. L’offerta spazia dai trekking nella Cordillera Blanca, nella Cordillera Huayhuash, lungo il Santa Cruz Trail, il Salkantay e il percorso verso Choquequirao, fino alle esperienze di birdwatching, kayak, ciclismo, trail running e alpinismo.
Sulla costa trovano spazio il surf, disciplina di cui il Perù rivendica una tradizione millenaria legata al caballito de totora, e il sandboarding tra le dune di Huacachina, mentre l’Amazzonia offre itinerari naturalistici nelle riserve di Pacaya Samiria, Tambopata e nel Parco Nazionale del Manu.
Secondo Llosa Morales, il messaggio che Promperù intende trasmettere agli operatori italiani è chiaro: il Perù non è soltanto Machu Picchu, ma una destinazione capace di offrire, nel corso dello stesso viaggio, montagne, foresta amazzonica, oceano e deserto, con un livello di biodiversità tra i più elevati al mondo. In poche ore è infatti possibile passare dalla costa alle Ande e quindi all’Amazzonia, costruendo itinerari che combinano attività sportive, patrimonio archeologico, gastronomia e incontri con le comunità locali.
La sostenibilità rappresenta uno dei pilastri della strategia di sviluppo turistico del Paese. L’obiettivo, ha evidenziato il rappresentante di Promperù, non è soltanto incrementare i flussi, ma generare benefici economici per le popolazioni locali, contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree interne e a preservare il patrimonio naturale e culturale.
In questa prospettiva, il turismo comunitario diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio: il visitatore entra in contatto con comunità che continuano a vivere secondo le proprie tradizioni, offrendo un’esperienza autentica e non costruita esclusivamente per il turismo.
A rafforzare questo posizionamento contribuisce anche il patrimonio naturale del Paese. Il Perù conta 77 Aree Naturali Protette, 32 Aree di Conservazione Regionale, 140 Aree di Conservazione Privata e 10 Riserve Comunitarie.
Fa parte dei dieci Paesi più “megadiversi” del pianeta, ospita 84 delle 117 zone di vita riconosciute a livello mondiale e oltre 1.800 specie di uccelli, di cui 119 endemiche, confermandosi una delle destinazioni di riferimento per il birdwatching. Oltre il 53% del territorio nazionale è coperto dalla foresta amazzonica, un patrimonio che contribuisce in modo determinante alla ricchezza ecologica del Paese.
La sostenibilità trova conferma anche nei riconoscimenti internazionali: dal 2021 dodici destinazioni peruviane sono entrate nella Top 100 Green Destinations Stories e nel 2025 quattro aree naturali protette – Huascarán, Tingo María, Mar Tropical de Grau e Lachay – sono state premiate per le buone pratiche di gestione sostenibile e il coinvolgimento delle comunità locali.
Anche i ranking internazionali premiano il percorso intrapreso. Nell’Adventure Tourism Development Index dell’Atta il Perù è passato dal 29° posto nel 2020 al 6° nel 2024, mentre la regione di Áncash, con la Cordillera Blanca e la Cordillera Huayhuash, si è affermata come una delle principali destinazioni mondiali per trekking e alpinismo, conquistando nel 2025 il riconoscimento di Migliore Destinazione Adventure al Mondo ai Tourise Awards.
Per Promperù il mercato italiano continua a rappresentare un bacino strategico. Prima della pandemia gli arrivi dall’Italia erano cresciuti da 62.183 visitatori nel 2015 a 73.261 nel 2019, con un incremento di circa il 18%. Un dato che conferma il potenziale di un pubblico sempre più interessato a esperienze immersive, viaggi nella natura e proposte capaci di coniugare attività outdoor, cultura, gastronomia e sostenibilità.

