Pubblicità in crescita, Upa: “Dodici miliardi nel 2015”

Pubblicità in crescita, Upa: “Dodici miliardi nel 2015”
18 Luglio 11:20 2025

Spot a più non posso. Le previsioni sugli investimenti pubblicitari 2025 segnano una crescita del +3,2% rispetto allo scorso anno, sfiorando i 10-12 miliardi di euro. È la stima dell’Upa – Utenti Pubblicità Associati, resa nota nel corso della sua assemblea annuale, che conferma lo stato di buona salute del settore trainato da una forte crescita del digital advertising e del digital out-of-home (pubblicità nei luoghi pubblici), che in Italia sta vivendo una forte espansione per la sua capacità di raggiungere e coinvolgere il pubblico.

In generale, la ripartizione degli investimenti pubblicitari dei primi cinque mesi dell’anno mostra un buon andamento della tv, che si conferma centrale con un incremento del +2,4% (pari a del 43% del totale), internet al +3%, radio al +6,8%, outdoor al +4,3%, cinema al +3,7%. Mentre cala del 5% la stampa.

Tra i settori performano bene l’alimentare e in generale il largo consumo, che investe sulle marche e cresce di circa il 10%, e l’immobiliare, anch’esso con tassi a doppia cifra. Leggero segno più per l’automotive (+0,6%); in flessione invece le telecomunicazioni (-1,6%), la gestione della casa (-5%) e la distribuzione (-12%).

Per il presidente di Upa, Marco Travaglia, a conti fatti si tratta di un risultato che si deve guardare con soddisfazione «soprattutto se si considera che il 2025 non è un anno di grandi eventi sportivi. L’incremento annuo previsto rappresenta un segnale di ottimismo e fiducia da parte delle aziende che continuano a investire e riconoscono la comunicazione come fattore di competitività ed elemento fondamentale di differenziazione della marca. Anche se la questione dazi e le tensioni geopolitiche potrebbero rallentare gli investimenti nella seconda parte dell’anno».

Nel corso dell’assemblea Upa sono state evidenziate anche le priorità del settore, tra cui la reperibilità e condivisione dei dati, facendo emergere anche quelli ancora in ombra nell’universo semi sommerso del digital. A tal proposito, l’associazione ha individuato alcuni fattori-chiave come l’integrazione delle big digital platform, il contatto crossmediale per le campagne video tv e digitali, l’introduzione del codice univoco per tracciare i video pubblicitari (il cosiddetto Cusv, il codice a barre), l’uso di dati negli stream pubblicitari per una caratterizzazione individuale e sociodemografica, una piattaforma di sistema per l’analisi delle performance pubblicitarie.

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