Ravenna aggiunge una tessera ai mosaici immortali di San Vitale: è la prima città del nostro Paese ad aggiudicarsi il titolo di Capitale italiana del Mare, assegnato dal Dipartimento per le Politiche del Mare.
La proclamazione è avvenuta a Roma, nella Presidenza del Consiglio dei ministri, alla presenza del ministro per la Protezione civile e per le politiche del mare, Nello Musumeci, e del sindaco, Alessandro Barattoni. In lizza c’erano 54 città.
Dal 20 marzo, con il ritorno della statua del Marinaio, fino al Festival dei Porti di maggio, la città vivrà mesi in cui il mare sarà centro e simbolo di un’intera comunità. Un calendario che si intreccia con l’Anno Teodoriciano e con il nuovo Parco Marittimo, per raccontare una città che unisce memoria, cultura e ambiente.
«Siamo profondamente emozionati per la vittoria di questo titolo – osserva il sindaco – giunto al termine di un percorso che è stato davvero veloce, ma che allo stesso tempo ha rivelato l’enorme capacità collaborativa del nostro territorio».
«Ravenna – prosegue Barattoni – ha un potenziale enorme da esprimere e da questa determinante esperienza è emersa ancora di più la grande capacità di lavorare insieme: il nostro obiettivo sarà quindi quello, come amministrazione, di supportare e aiutare a sviluppare la trasversalità che connota la nostra “comunità del mare“, motore di questo progetto, e portarla ad aprirsi ai cittadini e al Paese».
IL PROGRAMMA
Le sfide che il titolo di Capitale italiana del mare porta ad affrontare saranno declinate in tre macro aree: “Cittadinanza blu e civiltà del mare“; “A Ravenna 2026 per vivere e far vivere il mare“; “Da Ravenna 2026 un impulso alla crescita blu e dell’Italia“.
La prima iniziativa simbolica sarà l’inaugurazione della statua del Marinaio il 20 marzo, a Porto Corsini. L’11 aprile, in occasione della Giornata nazionale del mare, verrà organizzata una festa di presentazione del progetto alla città. Dal 21 al 23 maggio la manifestazione “Deportibus“, il festival dei porti che collegano il mondo e che mette Ravenna al centro delle tematiche sulla portualità.
Come accennato, il programma dedicato alla civiltà del mare si intreccia con l’Anno Teodoriciano 2026 e con il nuovo allestimento museale dedicato alla cosiddetta Barca di Teodorico al Museo Classis. Il 2026 è anche l’anno di potenziamento della ‘”cittadinanza blu“, per un percorso di consapevolezza e di educazione al mare all’interno di un progetto ambientale di tutela e valorizzazione che verrà rafforzato anche dal completamento del Parco Marittimo. Il progetto vedrà un evento conclusivo a fine anno in Darsena.
Anche Confindustria Romagna esprime grande soddisfazione per la proclamazione di Ravenna a Capitale italiana del mare 2026: “Un successo meritato, che riconosce il rapporto unico della città con la cultura marittima e conferma la centralità del Porto come cerniera che sa unire industria, energia e turismo”.
Ravenna vanta 35 km di costa con nove località balneari, detti Lidi Ravennati.

