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Recensioni false, il monito: “No costi extra per le imprese”

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Di fatto, lo scorso 7 aprile ha segnato una svolta nell’ambito delle recensioni online. È infatti entrata in vigore la normativa italiana contro le fake review con la legge annuale sulle Pmi, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo.

La legge – come annunciato qui – introduce per la prima volta nel nostro ordinamento una disciplina specifica per contrastare il fenomeno dei feedback ingannevoli, specialmente nei settori della ristorazione e del turismo. E in questo nuovo scenario, l’interesse delle associazioni di categoria è quello di evitare che e la lotta alle false recensioni online si traduca in nuovi costi per le imprese.

Proprio in merito all’argomento, l’Antitrust ha avviato il confronto per raccogliere suggerimenti e proposte sulle linee guida relative al contrasto delle false recensioni online, che l’Authority è chiamata ad adottare in attuazione della normativa recentemente approvata.

Tra i presenti, anche i presidenti di Assohotel, Nicola Scolamacchia, e di Fiepet, Giancarlo Banchieri, che hanno riportato l’importante messaggio di “evitare che la lotta alle false recensioni online si traduca in nuovi costi per le imprese”.

Come stabilito dalla nuova legge, saranno lecite solo le recensioni rilasciate non oltre trenta giorni dalla data di utilizzo del prodotto o di fruizione del servizio da chi ha effettivamente e personalmente utilizzato i servizi o le prestazioni; e quelle che rispondono alla tipologia del prodotto utilizzato o alle caratteristiche della struttura che lo offre. Invece, la recensione è illecita quando non proveniente da persona fisica che abbia effettivamente utilizzato il prodotto.
Inoltre, la recensione si presume autentica se corredata dall’apposita documentazione fiscale. Mentre non è più lecita decorsi due anni dalla sua pubblicazione.

Il testo normativo prevede anche il divieto di acquisto e cessione, a qualsiasi titolo, anche tra imprenditori e intermediari, di recensioni online, apprezzamenti o interazioni.

“Le linee guida – fanno sapere Assohotel e Fiepet – saranno quindi chiamate a individuare metodi e criteri utili a rendere il più possibile verificabili le recensioni pubblicate dai fruitori dei servizi”.

Nel corso dell’incontro, i presidenti delle categorie consultate hanno preso atto che, a causa dei limiti posti dalla normativa eurounitaria, l’Autorità non è nelle condizioni di inserire nelle linee guida una previsione che obblighi le piattaforme a richiedere, ai fini della pubblicazione, la prova dell’effettiva fruizione del servizio da parte dell’autore della recensione.

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