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Ricostruire il mare Italia: la roadmap di Ota Viaggi

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Altro che pantofole e telelavoro. Ogni benedetta mattina lui si alza e va in ufficio. E non importa se fuori impazzi la bufera o la pandemia, «bisogna essere mentalmente fermi, lavorare sodo, dobbiamo farci trovare pronti quando il mercato ripartirà». Non si stanca di ripeterlo Massimo Diana, l’uomo-Ota: molto più di un direttore commerciale, colui che da sempre incarna lo spirito e l’azione del t.o. della famiglia Aprea.

Un bel giorno, ovvero all’indomani dell’uscita del nostro articolo “Lockdown dei viaggi, ma è l’ora di ricostruire”, Massimo ci chiama per raccontarci la sua storia, che poi è quella di Ota Viaggi: «Ri-costruire è ciò che stiamo facendo. Altro non è possibile. Per noi è già estate e guardiamo al 2020 come una parentesi». Una telefonata che si trasforma in un’intervista allo specialista assoluto del Mare Italia.

Si parla di hotel italiani svenduti ai fondi dopo quest’anno di crisi. È un fenomeno che impatterà sul mercato?
«Credo siano dicerie. Nel 2021 riapriranno tutti. Tra gli alberghi nostri partner c’è una forte richiesta di confronto e una ferma volontà di lavorare bene. I presupposti per fare un’ottima stagione ci sono».

Qual è la più grande incognita?
«La forza economica degli italiani. C’è chi è in cassa integrazione, chi rischia di perdere il lavoro, chi lo ha già perso. Eppure io firmo perché il prezzo medio della vacanza resti lo stesso. I primi 6-7 mesi dell’anno saranno senza stranieri, e viceversa gli italiani andranno poco all’estero, quindi il Mare Italia accoglierà anche quei viaggiatori da lungo raggio con una maggiore capacità di spesa. Immagino una compensazione tale da mantenere immutato il budget medio».

Come vivete il confronto con la folla di nuovi competitor sul mare Italia?
«Con attenzione. Ad esempio, sappiamo che le scelte di Alpitour, in quanto leader, incidono sul mercato. Per il resto il nostro atteggiamento è molto fattivo: lavoriamo a testa bassa con l’obiettivo della ripartenza nel 2021 e di una crescita già nel 2022. C’è un elemento che ci dà solidità e tranquillità: il fatto di aver utilizzato pochissimo lo strumento dei voucher. In fase di cancellazioni, la famiglia Aprea ha deciso di rimborsare tutto e tutti. Un sacrificio che ci avrebbe alleggerito in futuro. E così è stato. Sui conti di molti t.o. inciderà di sicuro il riscatto dei voucher da parte dei clienti».

Quanto la preoccupa dover rispettare in futuro rigidi protocolli sanitari?
«Non molto. Ormai sappiamo tutto, siamo preparati. Abbiamo trascorso il 2020 a rincorrere soluzioni che il prossimo anno già avremo a disposizione. Non ci sono scuse: bisogna solo lavorare e organizzare bene la ripartenza».

In concreto, su cosa state lavorando ora?
«Stiamo rinnovando gli accordi con tutti i network, aspettiamo solo le ultime firme. E abbiamo i contratti pronti anche per le agenzie indipendenti. La programmazione mare Italia è conclusa al 95% ed entro il 20 dicembre contiamo di chiudere le tariffe. Prima di Natale sarà a tutto pronto e, già a gennaio, apriremo le vendite. Vedo il 2020 come una parentesi. Ci rimetteremo in marcia dal punto in cui ci eravamo fermati lo scorso anno*».

*Nel 2019 Ota Viaggi aveva celebrato i suoi 30 anni di attività con 93 milioni di fatturato. Un milione in più rispetto all’anno prima. Una base solida da cui ripartire.

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