Sono stati avviati ieri, mercoledì 3 giugno, i negoziati tra il Parlamento Ue e il Consiglio europeo sulla modifica delle norme a tutela dei diritti dei passeggeri aerei per superare lo stallo di alcuni passaggi cruciali della nuova normativa.
In particolare, al centro delle discussioni le modalità per i risarcimenti aerei che devono essere garantiti dalle compagnie aeree ai loro clienti in caso di ritardi e l’omogeneità nelle dimensioni dei bagagli ammessi gratuitamente a bordo. In estrema sintesi la soglia temporale del ritardo, l’entità dei risarcimenti e il diritto al bagaglio a mano gratuito da portare a bordo.
Attualmente i vettori sono tenuti a risarcire i passeggeri per una cifra che varia dai 250 ai 600 euro a seconda della lunghezza della tratta per tutti i voli in ritardo di almeno 3 ore, salvo “circostanze eccezionali” all’origine del disagio. Ed è sull’importo e la durata del ritardo che non si è finora trovato l’accordo.
La proposta del Consiglio Ue è di innalzare a 4 ore la soglia del ritardo necessaria per concedere il rimborso dei voli fino a 3.500 km e innalzarla alle 6 ore per le tratte superiori. Al contrario il Parlamento chiede di mantenere la soglia attuale delle 3 ore, oltre a introdurre moduli di richiesta automatici e consentire ai passeggeri di portare a bordo, gratuitamente, bagagli a mano di dimensioni maggiori oltre ai piccoli bagagli da riporre sotto i sedili.
Ovviamente le organizzazioni delle compagnie aeree, Iata in prima fila, esercitano da tempo un pressing affinché vengano riviste sia la durata dei ritardi che la gratuità dei bagagli a bordo, richiedendo per quest’ultimo benefit un ridimensionamento adducendo seri motivi legati all’allungamento dei tempi d’imbarco – con relativo congestionamento negli aeroporti – che provocherebbero disagi e ripercussioni sul rispetto degli slot.
L’auspicio dell’intero comparto è che una prima pronuncia ci sia per fine giugno, alla vigilia del picco della stagione estiva.

