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Ritenute sulle commissioni:
le agenzie non si arrendono

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Resta caldo il tema della ritenuta d’acconto sulle provvigioni delle agenzie di viaggi, che potranno godere dell’esenzione – come disposto dal Mef, il ministero dell’Economia e delle Finanze – solo fino al prossimo 30 aprile. Sul caso, le associazioni di categoria delle agenzie di viaggi chiedono da tempo il prolungamento dell’esenzione delle agenzie da tale onere; inizialmente si era richiesta una proroga che potesse arrivare anche fino al 2028.

Questa volta, a bussare alla porta del ministero dell’Economia e delle Finanze, del ministero del Turismo e del le Commissioni Finanze di Camera e Senato, con la terza segnalazione, è un coraggioso e intraprendente agente di viaggi: Marco Dotta della veneta Dotta Viaggi di Portogruaro, attiva dal 1957, che ha inviato una missiva che riportiamo integralmente e che chiede l’urgente abolizione della ritenuta d’acconto sulle provvigioni delle adv.

Con la presente segnalo che questa è la terza comunicazione formale che invio sul tema della ritenuta d’acconto sulle provvigioni delle agenzie di viaggi.

 

A distanza di settimane, non avendo ricevuto riscontri concreti, ritengo doveroso ampliare il numero dei destinatari, affinché la gravità della situazione venga finalmente compresa nella sua reale dimensione.

 

Sono ormai trascorsi oltre 40 giorni dall’inasprirsi della crisi internazionale legata al conflitto in Medio Oriente, e gli effetti sul nostro settore sono già evidenti: calo delle richieste, rallentamento delle prenotazioni, crescente incertezza della clientela.

In questo contesto, introdurre un ulteriore aggravio come la ritenuta d’acconto sulle provvigioni rappresenta una scelta profondamente scollegata dalla realtà economica. Oltre alla già insostenibile burocrazia quotidiana, le agenzie di viaggi si trovano ad affrontare: costi rilevanti per l’adeguamento dei software gestionali, spesso non compatibili con il nuovo sistema; aumento dei costi amministrativi e professionali; maggiore complessità operativa su ogni singola pratica.

 

A tutto questo si aggiunge l’obbligo di anticipare circa l’11,50% di imposte sulla liquidità, direttamente su ogni operazione.

 

In un momento come questo, è una follia economica. Significa sottrarre risorse immediate a imprese già sotto pressione, mettendo concretamente a rischio la loro continuità. Non è accettabile continuare a caricare il settore di nuovi oneri mentre il mercato si è completamente fermato per cause indipendenti dalla nostra volontà. Le agenzie di viaggi hanno già pagato un prezzo altissimo negli ultimi anni. Continuare su questa strada significa mettere in ginocchio un comparto già fortemente penalizzato.

 

Io non ci sto. La mia azienda, attiva dal 1957, rappresenta una storia imprenditoriale fatta di lavoro, sacrifici e presenza sul territorio. Non è un numero. Non è una statistica. Non è una barzelletta. Per questi motivi, si ribadisce con forza la richiesta di: sospensione immediata della misura; apertura urgente di un tavolo tecnico; abolizione definitiva della ritenuta d’acconto sulle provvigioni delle agenzie di viaggi.

 

Confidando che questa ulteriore segnalazione venga finalmente presa in seria considerazione, porgo distinti saluti.

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