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Ritenute sulle commissioni, pressing sul rinvio al 2028

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Fto Confcommercio e Astoi Confindustria Viaggi hanno espresso forte preoccupazione per la norma che introduce la ritenuta d’acconto sulle commissioni/provvigioni riconosciute alle agenzie di viaggi, superando un’impostazione che il settore ha conosciuto e gestito per anni con equilibrio e regole chiare.

La misura è prevista con decorrenza dal 1° marzo 2026 e, proprio per evitare un cambio di rotta così repentino e penalizzante per le imprese del turismo organizzato, nel decreto Milleproroghe è stata presentata una proposta di modifica che ne rinvia l’entrata in vigore al 1° gennaio 2028. Fto e Astoi chiedono quindi sostegno alla proroga al 2028 nel Milleproroghe e un tavolo tecnico per una soluzione semplice, equilibrata e compatibile con i processi reali del settore.

Secondo le due associazioni, il tema non riguarda l’obbligo fiscale in sé, ma le modalità con cui viene applicato. A fronte di dichiarazioni istituzionali che riconoscono il turismo come settore strategico e le Pmi come asse portante dell’economia, la nuova disciplina introduce ulteriori adempimenti burocratici, aumenta la complessità amministrativa e riduce la liquidità immediata delle imprese, incidendo sulla gestione quotidiana di migliaia di operatori.

Fto Confcommercio e Astoi Confindustria Viaggi chiedono che la proroga richiesta venga sostenuta e adottata, se non fino al 2028, almeno fino al 2027. Franco Gattinoni, presidente di Fto Confcommercio, ha commentato: «Da tempo diciamo una cosa semplice: il turismo organizzato funziona quando la filiera è lineare e il lavoro delle imprese può concentrarsi su consulenza, assistenza e tutela del viaggiatore. Se vogliamo davvero ridurre la burocrazia, non possiamo caricare agenzie e operatori di nuovi passaggi amministrativi che sottraggono tempo e risorse. Una proroga al 2028 è una scelta di buon senso per evitare un danno immediato e lavorare a una soluzione stabile».

Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi: «Questa nuova norma rischia di produrre effetti collaterali seri, tra cui anche distorsioni di mercato, oltreché pesanti oneri gestionali. Quando si introducono meccanismi farraginosi e inutili, qualcuno cercherà scorciatoie organizzative o commerciali per bypassarli, spingendo i flussi su canali alternativi e meno trasparenti. Non è un bene per la filiera, non è un bene per la concorrenza, non è un bene per i consumatori. Serve una correzione e la proroga al 2028 va nella giusta direzione».

Ad Astoi e Fto, si è aggiunta Maavi: «L’introduzione della ritenuta di acconto anticipata relativa al nostro settore dimostra senza ombra di dubbio che non c’è né conoscenza, né rispetto di un settore veramente troppo trascurato e ignorato». È inoltre da considerare, sottolinea Maavi, che questo provvedimento aumenterebbe l’incidenza delle vendite al netto, oltre a favorire in modo non consono quegli operatori di settore che, avendo sede all’estero, non subirebbero questa limitazione.

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