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Rocco Forte, l’hotel che verrà e la battaglia vinta contro il Covid

Tra le persone che hanno contratto il coronavirus – e per fortuna sono guarite – c’è Sir Rocco Forte, presidente e amministratore delegato di Rocco Forte Hotels. Dopo la convalescenza e la quarantena, l’imprenditore 75enne ha voglia di ripartire e di curare anche il settore alberghiero e del turismo, come ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera, parlando dell’Italia dove il 4 maggio inizia la Fase 2.

Quanto accaduto è «un fatto drammatico soprattutto per l’Italia, dove l’intera filiera genera circa il 12% del Pil – ha detto – Da imprenditore dico che è meglio aprire prima che dopo, ovviamente senza mettere in pericolo la salute della gente. Ogni giorno in più è un ritardo per la ripartenza dell’economia».

Per Sir Rocco Forte, «si tornerà alla normalità solo a primavera del prossimo anno»; per l’estate 2020 in Italia «confidiamo nel turismo interno e abbiamo già qualche prenotazione per i nostri alberghi al mare, in cui c’è la fortuna di vivere gran parte della vacanza all’aperto: credo che dopo questa lunga quarantena i clienti abituali del nostro gruppo non vorranno rinunciare a dei momenti di evasione» e per il turismo straniero «molto dipenderà dalle politiche che i singoli governi decideranno di attuare, ma l’impressione è che fino a che non ci sarà un vaccino prevarrà l’incertezza».

Per gli hotel di città si ipotizza una ripresa più lenta, «ma appena possibile riapriremo e porteremo avanti investimenti già programmati, come il ripristino del giardino dell’Hotel De Russie di Roma secondo il vecchio disegno di Valadier».

Per ora il Gruppo sta salvaguardando i dipendenti, attuando le politiche dei governi dei vari Paesi in cui opera. In Italia, è ricorso alla cassa integrazione e ha garantito assistenza ai lavoratori stagionali regolari, anche con voucher spesa. «Oltre a integrare il contributo statale Fis per permettere ai dipendenti fissi di mantenere fino al 70% dello stipendio netto mensile, in aprile il Verdura Resort di Sciacca e la Masseria Torre Maizza in Puglia hanno riconosciuto buoni spesa del valore di 300 euro a tutti gli stagionali fermi – ha spiegato al quotidiano – Inoltre tutti i livelli esecutivi, me compreso, hanno avuto un taglio degli stipendi pari al 20%».

Il futuro prevede il contenimento delle spese, mentre serve presto «una iniezione di liquidità: i soldi non sono ancora arrivati e tra poco si ripartirà. Se gli aiuti non arrivano velocemente gran parte dell’industria andrà in bancarotta» e l’imprenditore ha sottolineato come l’Italia stia «facendo i conti con una Unione europea che non sta dando un grande aiuto» e si è detto sorpreso della mancanza di un esperto di turismo nel comitato della Fase 2: «Non è un’autocandidatura – ha precisato – ma ho in mente nomi italiani eccellenti che potrebbero dare una grande mano».

Per quanto riguarda gli alberghi di Rocco Forte Hotels, la previsione è: un raddoppio del tempo necessario per il servizio di pulizia di una camera, la sospensione dei buffet e strutture meno affollate, pur ricordando che «un hotel è sostenibile solo se ha una occupazione almeno pari al 50%». La catena alberghiera mette in atto le misure di sicurezza e ha fatto realizzare mascherine ad hoc che tutto il personale dovrà indossare.

Sir Rocco Forte però non prevede una contrazione dei prezzi: «Non abbiamo intenzione di farlo perché credo sia una strada senza ritorno: passata la crisi sarà poi difficile rialzarlo. In alternativa stiamo adottando una politica più flessibile: chi prenota un soggiorno può eventualmente posticiparlo, anche più volte, data l’incertezza del periodo», ha concluso.

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