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Ryanair e la stagione dei tagli. O’Leary: «Ripresa nel 2022»

Meno basi, migliaia di posti di lavoro tagliati e una ripresa che non arriverà prima del 2022. Non si annuncia roseo il futuro di Ryanair, stando alle parole del numero uno del Gruppo, Michael O’Leary, che annunciando i risultati finanziari del primo trimestre 2020 – una perdita netta di 100 milioni di euro, con previsione di fare peggio durante la summer – ha sottolineato come il futuro del vettore sarà reso più difficile dagli aiuti di Stato (oltre 30 miliardi di euro) ricevuti da buona parte delle compagnie tradizionali.

Un vero e proprio doping, prosegue O’Leary, che permetterà a questi vettori di sopravvivere anche dopo che la crisi Covid-19 sarà passata. Da parte sua, Ryanair è entrata nella fase più acuta della crisi con 4 miliardi di euro in liquidità, ma sono in corso trattative per rafforzare ulteriormente la solidità finanziaria della compagnia.

Per questo motivo, oltre al taglio di 3mila posti di lavoro tra piloti e assistenti di volo, scenderanno anche le buste paghe del 20% (lo stesso O’Leary ha deciso una riduzione della sua retribuzione del 50% fino al marzo 2021). Molte basi poi, saranno chiuse fino a data da destinarsi, dal momento che nel trimestre da aprile a maggio sono stati trasportati il 99,5% di passeggeri in meno (le previsioni parlavano di 42,4 milioni di passeggeri), con l’1% dei voli operati.

La ripresa, ha concluso il manager irlandese, inizierà da luglio, ma prima dell’estate 2022 non verranno recuperati i livelli di traffico precedenti.

 

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