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Sabre e il new normal: 6 trend del mercato dei viaggi

Paola De Filippo - Sabre

È in corso un’accelerazione senza precedenti dell’industria dei viaggi. Se ne stanno accorgendo negli ultimi mesi tutti gli attori della filiera, dai vertici di compagnie aeree e tour operator, fino agli agenti di viaggi alle prese con la ripresa delle prenotazioni. E lo certifica anche Sabre Corporation che ha individuato questa tendenza come uno dei 6 Key Travel Trends emersi dalla nuova ricerca globale “Mapping Travel’s New Normal”.

Una vera roadmap per consentire a compagnie aeree e agenzie di viaggi di orientarsi tra i cambiamenti più rilevanti in atto nel mondo dei viaggi post pandemia, individuare le opportunità di ripresa e di crescita e attuare di conseguenza le migliori strategie.

Commissionato da Sabre e condotto da Dr. Fried & Partners, società di consulenza con sede a Monaco di Baviera, lo studio ha coinvolto 500 decison maker del settore turistico in 20 Paesi nelle regioni Emea, Apac e Americhe, oltre a interviste approfondite con leader di settore selezionati. Il focus verteva sull’impatto della pandemia sui loro clienti e sui loro business, ma anche sulle implicazioni che ne sarebbero scaturite per il futuro della travel industry.

I risultati evidenziano le differenti priorità di compagnie aeree e agenzie nel rispondere alle opportunità offerte dalla ripresa e a creare nuove possibilità di crescita, per contro indicano anche le diversità su scala regionale circa le decisioni strategiche sugli investimenti tecnologici.

CAMBIAMENTI RAPIDISSIMI. Uno degli aspetti preponderanti della ricerca è stato appunto l’accelerazione senza precedenti del ritmo del cambiamento durante gli ultimi mesi. «Si tratta ovviamente di un’enorme opportunità – afferma Paola De Filippo, general manager per l’Italia di Sabre – che mette però a dura prova le agenzie di viaggi che devono adattare i propri piani, procedure e attività operative per stare al passo con questi potenziali cambiamenti. Le compagnie dovranno essere molto veloci per prosperare nell’attuale contesto di mercato».

BOOKING IN RIPRESA. Quasi tre quarti degli intervistati si aspettano che il travel tornerà ai livelli pre pandemia entro il 2024 o al massimo il 2025. «Una tendenza confermata anche dai nostri dati – commenta De Filippo – Nel sistema Sabre possiamo osservare che le prenotazioni aeree sono in recupero tra il 50% e 80% sul 2019, mentre è anche più forte la ripresa delle prenotazioni alberghiere: +112%, sempre rispetto al 2019».

SICUREZZA E FLESSIBILITÀ PRIORITARIE. È innegabile che la pandemia abbia modificato le priorità dei viaggiatori, che ora considerano nuovi fattori decisionali prima di prenotare un viaggio, come la sicurezza o policy di cancellazione flessibili, ma cercano anche consigli e supporto da parte di professionisti, per i quali aumenta l’importanza di itinerari organizzati e connessi per ridurre la complessità dei viaggi per i clienti. Tuttavia prevalgono ancora i viaggi domestici o di corto raggio, percepiti come meno rischiosi in un clima di insicurezza.

ADDIO LOW COST. Il turismo di rivalsa (revenge travel) spinge la ripresa, i consumatori ne approfittano per rimettersi in viaggio. Il 68% degli intervistati ritiene che i consumatori siano disposti anche a pagare di più per avere ciò che desiderano. La ricerca del low cost a tutti i costi è un po’ scemata, mentre c’è un nuovo apprezzamento delle esperienze dal vivo.

IL BUSINESS TRAVEL TORNERÀ. L’82% dei dirigenti di compagnie aeree intervistati prospetta una crescita del bleisure come catalizzatore per la potenziale ripresa dei viaggi aziendali, ma è ancora incognita sui tempi. «La domanda, piuttosto, è: quale sarà il nuovo volto del business travel – sottolinea De Filippo – molte aziende hanno imparato a fare affidamento sulle riunioni virtuali, sia per una maggiore attenzione ai costi, sia per questioni di sicurezza. Molte persone lavorano ancora da remoto, ma sempre più aziende ritengono che potrebbe essere più remunerativo che i dipendenti si incontrino di persona, anche se non necessariamente in ufficio. La cultura aziendale, che aveva il suo fulcro nell’ufficio, deve essere ricostruita e il viaggio potrebbe essere il luogo in cui farlo. Le tecnologie devono evolversi per cogliere queste opportunità».

LARGO ALLA SOSTENIBILITÀ. Nella parte iniziale della pandemia non era predominante, ma ora il 65% dei viaggiatori si aspetta un’offerta di esperienze e voli più sostenibili, mentre ben l’87% la ritiene un valore molto importante. Si tratta di una grossa opportunità per dare una svolta decisiva all’industria a favore dell’ambiente.

«Sicuramente c’è ancora molto da fare – aggiunge De Filippo – dobbiamo considerare sistemi e processi, anche per viaggi aziendali e modo di lavorare. Due fattori essenziali sono la tecnologia e la collaborazione. Durante la pandemia molte aziende del travel si sono concentrate sull’aggiornamento tecnologico, nel momento più difficile i leader del settore hanno collaborato molto, anche a livello intersettoriale, per capire i cambiamenti, trasformare un momento di crisi in opportunità».

Al riguardo, il 96% delle compagnie aeree intervistate si aspetta soluzioni all’avanguardia per aumentare le opportunità di crescita; più della metà delle agenzie di viaggi partecipanti al sondaggio dedica più tempo alla ricerca di nuovi strumenti, servizi e tecnologie; mentre il 92% dichiara di desiderare il supporto dei partner tecnologici er creare un’esperienza più fluida in termini di shopping, prenotazione e vendita; infine l’89% risponde di volere strumenti utili per personalizzare i viaggi. Perché alla fine la personalizzazione resta il punto focale, ciò che il viaggiatore cerca.

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