Non è stato soltanto un gala dinner, quello andato in scena giovedì 4 giugno all’Hotel Principe di Savoia di Milano: è stato un viaggio emozionale alla scoperta della Slovenia, attraverso i suoi sapori, i suoi paesaggi e la sua straordinaria capacità di accoglienza. Una destinazione che nel primo trimestre di quest’anno ha consolidato il legame con l’Italia, secondo mercato estero per il turismo sloveno, dopo la Croazia e prima dell’Austria. In Slovenia, dal nostro Paese, 218.010 pernottamenti, il 3,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati dell’Ufficio di Statistica della Repubblica di Slovenia. Gli arrivi sono stati 97.131, in crescita dell’1,5%.
Protagonista della serata è stato lo chef stellato Tomaž Kavčič di Gostilna pri Lojzetu, una delle firme più autorevoli e riconoscibili della cucina slovena contemporanea. Una presenza carismatica, capace di trasformare ogni portata in un racconto e ogni ingrediente in un ambasciatore del proprio territorio.
La parola che ha caratterizzato l’intera serata è stata senza dubbio “sorpresa”. Già dall’accoglienza nel suggestivo dehor del Principe di Savoia, gli ospiti sono stati coinvolti in un’esperienza fuori dagli schemi. Ad attenderli c’era lo stesso chef Kavčič che, con il sorriso e la naturale empatia che lo contraddistinguono, consegnava personalmente quello che ha definito il biglietto d’ingresso alla serata: un bicchierino con il “Kajvar”, preparazione a base di giovane formaggio fresco e peperone, legato a un cucchiaio attraverso un filo che veniva tagliato dallo chef e consegnato a ciascun ospite al suo arrivo.
Un gesto semplice ma altamente simbolico, capace di creare immediatamente un clima di convivialità. Con la stessa modalità scenografica è stato poi servito un croissant salato con alici e verdure di stagione, agganciato a una rete da pesca e distribuito agli ospiti come omaggio al legame della Slovenia con il mare Adriatico. A completare il percorso di benvenuto è arrivato l’ultimo starter, il “Picnic”, un gustoso brodetto di pesce accompagnato da polenta croccante. La serata è proseguita all’interno di una delle sale del celebre cinque stelle milanese. L’atmosfera era raffinata e accogliente: tavoli illuminati dalla luce calda delle candele, composizioni di ortensie bianche come centrotavola, e una mise en place impeccabile contribuivano a creare un ambiente intimo e suggestivo. Ogni tavolo riportava il nome di una località slovena, trasformando simbolicamente la sala in una mappa del Paese.
Prima dell’inizio della cena, un celebre speaker radiofonico italo-sloveno ha accompagnato gli ospiti in un emozionante viaggio virtuale attraverso la Slovenia. Sul grande schermo scorrevano immagini spettacolari di Pirano, Portorose, Isola, Capodistria, della Valle del Vipava, di Nova Gorica, delle colline del Brda e delle altre meraviglie naturali e culturali della destinazione. Un racconto capace di mostrare l’anima autentica del Paese: il mare, le montagne, i vigneti, le città storiche, le tradizioni e le persone che ne custodiscono l’identità.
Ad arricchire la serata anche il live della nota cantante slovena Flora Ema Lotrič accompagnata da Jakob Zlatinšek.
Prima di ogni portata lo chef Tomaž Kavčič veniva invitato a salire sul palco per raccontare il piatti proposti e la filosofia che guida il suo lavoro. Quarta generazione di una storica famiglia di ristoratori, ha spiegato come il pane rappresenti per lui la famiglia, l’amicizia e l’ospitalità. Non a caso uno dei primi gesti della cena è stato condividere con gli ospiti il pane fatto in casa, spezzato a mano, accompagnato da una crema di rafano.
La prima portata ha celebrato uno dei prodotti simbolo delle acque slovene: la trota. Marinata nell’olio d’oliva, arricchita con uova di trota, olive essiccate e una delicata gelatina all’olio extravergine, era accompagnata da un cucchiaio di trota cotta al vapore e da un sorprendente “cappuccino” realizzato utilizzando testa, lische e coda del pesce. Un piatto che racconta la tradizione slovena del non spreco e l’attenzione per ogni materia prima.
Ogni preparazione rappresentava un territorio, una storia e un’identità. Dall’Istria slovena arrivavano i profumi dell’olio extravergine e della malvasia; dalla campagna i prodotti dell’orto; dai corsi d’acqua la freschezza del pesce; dai vigneti la cultura enologica che rende la Slovenia una destinazione sempre più apprezzata dagli amanti del vino.
La sorpresa più emozionante della serata è arrivata durante la seconda portata, ‘preparata’ dall’Ente sloveno per il turismo. In una coreografia perfettamente sincronizzata, i camerieri hanno distribuito a ogni ospite una scatola nera. Quando tutti gli ospiti avevano la propria scatola è stato dato il via all’apertura.
All’interno un raffinato cuore di cristallo inciso con la scritta “I Feel Slovenia – Serata Slovena Milano 4.6.2026”. Un dono simbolico che richiama il celebre payoff turistico sloveno, nel quale la parola LOVE è racchiusa all’interno del nome Slovenia. Un messaggio semplice ma potente, che sintetizza perfettamente l’approccio del Paese all’accoglienza e al viaggio.
Mentre sullo schermo continuavano a scorrere immagini di laghi cristallini, montagne, città storiche e paesaggi mozzafiato, quel cuore di cristallo sembrava racchiudere l’essenza stessa della destinazione: una terra che non si limita a essere visitata, ma che riesce a creare un legame emotivo con chi la scopre. Il percorso gastronomico si è concluso con altre creazioni sorprendenti dello chef, tra cui una reinterpretazione della tradizione slovena con dentice, bietola e patate coperto da un ‘pizzo’ croccante, seguita dal celebre “Gin Tonic al cucchiaio” realizzato con il Monologue Gin, distillato sviluppato dallo stesso Kavčič. A seguire le tradizionali palačinke slovene reinterpretate in versione millefoglie alle ciliegie.
Tra gastronomia d’autore, musica, storytelling territoriale, la serata slovena al Principe di Savoia si è trasformata in un’esperienza immersiva capace di raccontare l’anima di una destinazione che fa dell’autenticità il proprio punto di forza. Un invito al viaggio che, per una sera, ha portato il cuore della Slovenia nel cuore di Milano.

