È ancora tutto da scrivere il finale del film Rfi-Sncf sull’Alta Velocità. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha annunciato l’avvio di un procedimento per valutare l’istanza parziale di revisione degli “impegni resi vincolanti dalla delibera del 3 marzo 2026“, in base ai quali veniva aperta la strada al terzo operatore Av in Italia, oltre a Trenitalia e Italo. Sncf, in teoria, dovrebbe partire nel 2027.
In quella circostanza l’Antitrust aveva chiuso l’istruttoria – per presunto abuso di posizione dominante – su Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato, accettando “gli impegni” per favorire l’ingresso di Sncf Voyages Italia, cioè l’assegnazione a Sncf, da parte di Rfi, di 18 tratte garantite per 10 anni, allo scopo di superare i blocchi che ostacolavano la concorrenza.
Adesso la nuova puntata. L’Authority ha fissato una data precisa per la fine del procedimento: il 30 settembre 2026.
SFIDA AD ALTA VELOCITÀ
Tutto ha avuto inizio con la delibera del 18 marzo 2025, con la quale – ricorda l’Antitrust – “era stata avviata un’istruttoria nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato Italiane, per accertare l’esistenza di una violazione dell’articolo 102 Tfue, in relazione a un insieme di condotte volte a ostacolare l’accesso del nuovo operatore Sncf Voyages Italia all’infrastruttura ferroviaria nazionale, rallentandone/ostacolandone l’ingresso nel mercato del trasporto passeggeri Alta Velocità”.
Quindi la già citata delibera dell’Agcm del 3 marzo 2026.
Poi, però, lo scenario è cambiato. L’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha impugnato al Tar il provvedimento dell’Agcm che assegna 18 tratte ferroviarie al vettore francese, lamentando la mancanza di analisi sull’impatto tecnico ed economico.
Da qui la richiesta formulata da Rfi circa la revisione parziale degli impegni, sulla quale dovrà esprimersi l’Antitrust.
Appuntamento a dopo l’estate.

