C’è un mostro lungo 16 metri, alto 4,5 metri e pesante 72 tonnellate che corre in aiuto quando le nevicate vengono misurate in piedi anziché in pollici, ovvero in decine di centimetri. Passa lungo i binari ferroviari e spazza via cumuli di neve alti fino a 5 metri. Basta uno sguardo per capire il suo soprannome: Darth Vader.
Ieri (lunedì), il suo intervento è stato (o sarebbe stato) necessario a New York e in molte altre località del Nord-Est degli Stati Uniti, colpite da una violenta tempesta che, da domenica, ha ricoperto la regione di neve e causato la cancellazione di migliaia di voli. E mentre la tempesta si sposta verso nord, dando un po’ di sollievo alle zone più colpite, i meteorologi avvertono che un’altra tempesta potrebbe essere dietro l’angolo. La tempesta, che i meteorologi definiscono la più forte degli ultimi dieci anni, ha ricoperto con oltre 61 centimetri di neve alcune zone della costa orientale.
DANNI E DISAGI
La tempesta ha interrotto i trasporti nel Nord-Est, e non solo. Amtrak ha sospeso il servizio tra New York e Boston fino a ieri sera e le cancellazioni sono aumentate in tutto il Paese. Questa mattina, oltre 11.000 voli programmati tra domenica e martedì risultavano cancellati, secondo FlightAware, un servizio di monitoraggio delle compagnie aeree.
Le forti nevicate hanno danneggiato le linee elettriche e causato interruzioni di corrente dalla Virginia al Massachusetts. Alle 17:45, 519.232 abitazioni e aziende erano senza corrente, secondo PowerOutage.com. Il Massachusetts ha registrato il maggior numero di interruzioni, con 282.024, seguito dal New Jersey con 93.090.
Per il servizio meteorologico, si è trattato di un classico bomb cyclone, un potente nor’easter, ovvero una tempesta tipica della costa orientale statunitense. Questo fenomeno si verifica quando la pressione atmosferica di una tempesta cala rapidamente in meno di 24 ore, condizione favorita dall’incontro tra aria artica molto fredda e masse d’aria più miti e umide provenienti dall’oceano. Il risultato: precipitazioni intense, venti fortissimi e condizioni da vera e propria bufera.
Central Park, a New York City, ha registrato 48 centimetri di neve. A Warwick, Rhode Island, superati i 91 centimetri, un record. La raffica di vento più forte, di 134 km/h, è stata registrata a Nantucket, con raffiche di vento fortissime in tutta Cape Cod. New York, Philadelphia e altre città, così come diversi Stati, hanno dichiarato lo stato di emergenza.
La direzione del Boston Globe ha sospeso la stampa del suo quotidiano per la prima volta nei suoi oltre 150 anni di storia, perché neve e vento hanno impedito al personale di raggiungere in sicurezza la tipografia, ha affermato il quotidiano in un articolo sul suo sito web.
Nell’area di New York City, la Metropolitan Transportation Authority (Mta) ha dichiarato lunedì sera che le linee della metropolitana sono per lo più operative, dopo i ritardi precedenti, fatta eccezione per Staten Island, duramente colpita, dove il servizio ferroviario è ancora sospeso. Il servizio ferroviario suburbano per i sobborghi a nord e a est della città dovrebbe riprendere a funzionare in modo limitato, oggi, ha affermato la Mta.
NEGLI AEROPORTI
American Airlines ha dichiarato che le operazioni negli aeroporti del Nord-Est riprenderanno oggi (martedì), aggiungendo che i voli sono già ripresi a Philadelphia e al Ronald Reagan Washington National Airport. Le compagnie aeree cancellano regolarmente i voli prima di forti tempeste per evitare di avere aerei ed equipaggi fuori posto e per facilitare la ripresa delle operazioni una volta passata la tempesta.
American, Delta Air Lines, JetBlue Airways, Spirit Airlines e United Airlines hanno rinunciato a commissioni e differenze tariffarie per i passeggeri che possono viaggiare entro la fine di questa settimana, sebbene alcune politiche di riprenotazione flessibili siano in vigore fino al 4 marzo. Southwest Airlines ha affermato che i clienti hanno diritto a una modifica senza pagare una differenza tariffaria se possono riprenotare per volare entro due settimane.
Già a gennaio, una tempesta invernale aveva colpito gran parte della costa orientale, causando disagi e cancellazioni di voli in una vasta area degli Stati Uniti. La tempesta era costata ad American tra i 150 e i 200 milioni di dollari di ricavi, secondo quanto comunicato dalla compagnia aerea durante una conference call sui risultati finanziari.

