Spirit le prova tutte: nuova trattativa per la cessione

Spirit le prova tutte: nuova trattativa per la cessione
23 Gennaio 07:00 2026

Spirit Airlines, la salvezza si chiama Castlelake. La compagnia aerea low cost statunitense sarebbe in trattative per una potenziale cessione alla società di investimenti, mentre cerca una via d’uscita dal fallimento. Lo afferma, in esclusiva, la Cnbc.

I DOLORI DI SPIRIT

Spirit ha presentato istanza di fallimento, ai sensi del Chapter 11, lo scorso agosto, per la seconda volta in un anno, dopo il fallimento del suo precedente piano di rilancio.

Negli ultimi anni, la rivale Frontier Airlines ha più volte avviato trattative con Spirit per una potenziale fusione, anche negli ultimi mesi, ma senza riuscire a raggiungere un accordo. O meglio, un accordo tra le due compagnie era stato raggiunto quattro anni fa, poi annullato dopo un’offerta a sorpresa interamente in contanti da parte di JetBlue Airways.

«Non commentiamo voci e speculazioni di mercato», ha dichiarato un portavoce di Spirit. Castlelake non ha risposto immediatamente alle richieste di commento da parte della Cnbc.

Castlelake, con sede a Minneapolis, è attiva da anni nel settore della finanza aeronautica. Ad agosto, ha annunciato il lancio di una nuova divisione di prestiti per l’aviazione, Merit AirFinance, con 1,8 miliardi di dollari di capitale disponibile.

LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA

A metà dicembre, Spirit ha dichiarato di aver modificato il suo accordo con i creditori per ricevere immediatamente altri 50 milioni di dollari di finanziamenti, un’ancora di salvezza per la compagnia aerea. Ulteriori finanziamenti sono stati subordinati a «ulteriori progressi su un piano di riorganizzazione autonomo o su un’operazione strategica», ha dichiarato Spirit, il 15 dicembre. «Spirit è attualmente in trattative attive su ciascuna di queste possibilità», ha aggiunto la compagnia.

Nella sua lotta per la sopravvivenza, Spirit ha ridotto i voli, la flotta e i posti di lavoro per risparmiare denaro. Lo scorso anno, i sindacati hanno concordato tagli agli stipendi dei piloti e degli assistenti di volo della compagnia aerea.

C’ERA UNA VOLTA

Spirit, con sede a Dania Beach, in Florida, ha goduto per anni di redditività costante e di margini invidiabili, in un settore aereo spesso instabile. Ma la situazione è cambiata dopo la pandemia, quando salari e altri costi sono aumentati vertiginosamente, le preferenze dei clienti sono cambiate e un eccesso di offerta di voli nazionali ha fatto calare le tariffe aeree. Questo è stato particolarmente penalizzante per le compagnie aeree focalizzate sugli Stati Uniti e sul modello low cost, che non possono contare su cabine di prima classe e su accordi per carte di credito e programmi fedeltà.

I problemi della compagnia aerea si sono aggravati dopo che un problema ai motori Pratt & Whitney ha costretto a terra decine di Airbus, a partire dal 2023, e la prevista acquisizione da parte di JetBlue è stata bloccata, due anni fa, da un giudice federale, che l’ha dichiarata anticoncorrenziale, lasciando entrambe le compagnie a cavarsela da sole in un contesto dominato dalle compagnie più grandi.

Negli ultimi anni, Spirit ha cercato di conquistare una clientela diversa, offrendo posti più spaziosi e pacchetti tariffari che includessero l’assegnazione del posto e il bagaglio, o consentissero modifiche, per competere con i concorrenti, spesso ‘salvati’ – dopo la pandemia – proprio dalla clientela premium.

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Patrizio Cairoli
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