Per arginare il calo degli arrivi internazionali del 15%, legato alla guerra del Golfo e all’instabilità regionale che ha avuto un impatto sulle rotte di volo, aumentato le tariffe aeree e innescato cancellazioni, in particolare nei corridoi Europa-Asia, lo Sri Lanka corre verso l’introduzione di visti gratuiti.
La misura riguarderà i viaggiatori di 40 Paesi, tra cui i principali mercati europei, gli Stati Uniti, l’Australia e gli Stati del Golfo. L’iniziativa era stata discussa dal governo già nel 2024, ma ora subisce un’importante accelerazione. Il ministro degli Affari Esteri e del Turismo, Vijitha Herath, ha confermato che il programma di autorizzazione elettronica gratuita per i viaggi (Eta) sarà finalizzato e presentato al gabinetto, con l’approvazione parlamentare prevista per questo aprile.
Attualmente, per entrare nel Paese è necessario avere un passaporto con una validità residua di almeno sei mesi e richiedere online il visto turistico, valido fino a 30 giorni, che ha un costo di circa 49,95 euro a persona. Questo visto è disponibile per i cittadini di Paesi non Saarc (South Asian Association for Regional Cooperation), compresa l’Italia, mentre i cittadini dei Paesi Saarc beneficiano di una tariffa ridotta.
CALO DEGLI ARRIVI TEMPORANEO?
Tra il primo e il 25 marzo, la destinazione ha accolto 151.693 visitatori, in diminuzione del 22% anno su anno. Gli arrivi medi giornalieri sono scesi a 6.068, rispetto a 7.407 nello stesso periodo del 2025, con volumi giornalieri di picco ancora al di sotto dei tipici livelli stagionali.
Nonostante la diminuzione attuale, nel lungo periodo il movimento turistico dovrebbe risalire: il Paese ha infatti registrato 708.348 arrivi nel primo trimestre dell’anno, segnando un aumento del 4,45% anno su anno, guidato dalla forte performance all’inizio dell’anno, prima che le tensioni geopolitiche si intensificassero.
L’India continua a essere il principale mercato con il 26% degli arrivi a marzo. Altri mercati chiave includono il Regno Unito, la Russia, la Cina e la Germania, mentre i mercati a lungo raggio come la Francia e gli Stati Uniti hanno contribuito a rallentare l’attuale diminuzione di arrivi.
Attualmente, sette Paesi, tra cui Cina, India, Giappone e Russia, beneficiano già dell’accesso gratuito all’Eta.

