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Tavolo Mibact-associazioni:
le prime misure salva turismo

Tre pacchetti di misure a sostegno del turismo con una tempistica diversa: il ministro del Mibact, Dario Franceschini, dopo l’incontro con le associazioni di categoria, ha annunciato il varo di una serie di provvedimenti per il comparto messo in ginocchio dall’emergenza coronavirus.

«Il primo pacchetto di misure – ha detto Franceschini – riguarda le imprese delle zone rosse e stabilisce delle dilazioni nei pagamenti di bollette, mutui, leasing, tasse, probabilmente per almeno 6 mesi, mentre un secondo pacchetto contiene misure strutturali per tutto il settore turistico e su tutto il territorio nazionale, seguendo quanto già preannunciato dal ministero del Lavoro, come la sospensione fino al 30 aprile del pagamento dei contributi previdenziali, assistenziali e premi assicurativi  per i lavoratori del turismo, autonomi e dipendenti».

La terza tranche di misure, con tempistiche comunque molto ravvicinate, riguarderà il rilancio del turismo con «una campagna promozionale straordinaria ed una serie di iniziative per ridare vigore all’immagine turistica del Paese. La situazione è molto seria perché da nord a sud le stesse associazioni di operatori e albergatori hanno raccolto segnalazioni di cancellazioni a pioggia di viaggi e soggiorni che raggiungono l’80%».

LE RICHIESTE DELLE ASSOCIAZIONI. Si tratta di provvedimenti in buona parte rispondenti alle richieste che le associazioni di categoria Astoi, Assoviaggi, Fto e Aidit avevano presentato in un documento congiunto alla riunione di questa mattina al Mibact. Nel dettaglio le suddette associazioni hanno chiesto: l’estensione alla filiera, senza limitazione territoriale, delle dilazioni dei pagamenti di imposte e contributi, forme di estensione e di accesso agevolato agli ammortizzatori sociali e differimento del pagamento delle rate dei mutui.

Mentre per quanto riguarda i rimborsi integrali che agenzie e t.o. sarebbero tenuti a corrispondere ai clienti in virtù del Codice del Turismo, si chiede che, in ragione della fase emergenziale e vista la difficoltà –  in alcuni casi impossibilità – di recuperare le somme già versate ai fornitori turistici, si adotti un provvedimento normativo in deroga, che consenta di sospendere i termini dei rimborsi e conceda la restituzione delle sole somme ricevute dai fornitori.

Per quanto concerne le somme residue, le associazioni chiedono di istituire un Fondo a beneficio dei consumatori richiedenti o, in alternativa, misure compensative come un credito di imposta o similari, immediatamente utilizzabili dagli stessi clienti.

Per quanto riguarda invece gli operatori con modelli produttivi specifici, che hanno cioè contrattualizzato in blocco con i fornitori l’acquisto di stanze o posti volo, si chiede la possibilità di adottare un provvedimento normativo che consenta di gestire i rimborsi tramite congelamento degli importi e concessione di un buono di pari valore da utilizzarsi entro la fine del 2020.

INTERVENTI SUI PAESI ESTERI. E infine, con riferimento alle molteplici misure restrittive e di contenimento che i Paesi esteri stanno adottando, a volte in modo schizofrenico, nei confronti dei cittadini italiani, essendo opportunamente presente al tavolo anche il Maeci, è stato chiesto di attivare una rete di coordinamento e di puntuale informazione circa la reale situazione nei confronti di tali Paesi.

È stato inoltre ribadito che i tour operator non possono farsi carico, come già hanno fatto in passato di costi straordinari di rimpatrio, generati tra l’altro anche dall’eccessivo allarmismo provocato e amplificato dai media. Se lo Stato italiano non è in grado di intervenire per rimpatriare i connazionali, si chiede che intervenga almeno su quei Paesi esteri che adottano misure improvvise e repentine (ad esempio respingimento o quarantena senza preavviso), facendo gravare sugli stessi gli oneri conseguenti.

LE REAZIONI. Al termine della riunione al Mibact, comunque, i toni dei vari rappresentanti di categoria erano preoccupati e circospetti riguardo alle decisioni del consiglio dei ministri. Articolato il commento di Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi: «La formula dei tre pacchetti di misure prospettata dal ministro va bene ma vanno chiariti i contenuti: la sospensione ad esempio dei mutui o del leasing non deve riguardare solo la quota-interessi ma anche la quota-capitale. Riguardo agli interventi strutturali, tipo cassa integrazione, le misure devono riguardare anche le imprese sotto i 6 dipendenti. E questo perché nella distribuzione il tessuto è costituito da piccole e micro imprese. E lo stesso intervento deve prevedere una indennità per le partite Iva, che toccano da vicino figure turistiche professionali come ad esempio le guide turistiche».

Rebecchi ha sottolineato, inoltre, la proposta di allestire una sorta di  voucher che vada a coprire il mancato ristorno di servizi già pagati, come forma compensativa; misura che deve essere stabilita e garantita dallo Stato. «Ho infine segnalato personalmente che oggi questa emergenza implica un controllo delle autorità sui rimborsi delle compagnie aeree chiedendo una stretta di vigilanza del Mit e di Enac», conclude Rebecchi.

Moderatamente fiducioso il presidente Fiavet, Ivana Jelinic, che ha apprezzato il fatto che il Mibact abbia mostrato attenzione al settore: «Hanno capito la portata del problema, così come è stata recepita anche la gravità della situazione per le agenzie di viaggi schiacciate tra consumer e produttori e albergatori. Diciamo che stavolta il faro sulle agenzie c’è e il forte impatto mediatico ha fatto comprendere alla politica ed al Governo che stiamo davvero vivendo un momento drammatico al quale bisogna rispondere con misure efficaci. Occorre trovare anche una modalità gestibile  dei rimborsi alle famiglie degli studenti, coinvolgendo in prima persona anche le compagnie aeree, prima fra tutte l’Alitalia che ha mostrato la sua disponibilità. C’è poi l’importante richiesta di deroga momentanea all’articolo 41 del Codice del Turismo che ha la sua rilevanza».

Molto sibillino è stato il direttore generale di Federalberghi, Alessandro Nucara, che ha commentato: «Il ministro è stato diplomaticamente cauto, ma deciso a sostenere il settore in Consiglio dei ministri. Ci auguriamo che scaturiscano misure realmente efficaci e di sostegno per tutto il comparto che sta subendo valanghe di cancellazioni e disdette».

Decisamente preoccupato, infine, è apparso Stefano Fiori, presidente di Unindustria-Turismo: «Devastanti effetti sul Mice: per marzo e aprile si sono azzerati gli eventi congressuali, i meeting, con una pioggia di cancellazioni e annullamenti per migliaia di partecipanti e gran parte della filiera del business travel risulta praticamente ferma. A mio avviso l’impatto mediatico derivato dai provvedimenti legati all’emergenza sanitaria è stato micidiale e ci siamo fatti davvero molto male da soli. Ora l’auspicio è che l’onda non travolga altri periodi dell’anno ed in tal senso c’è l’ipotesi, ad esempio,  di una deroga al regolamento di Farmindustria che potrebbe permettere l’organizzazione di congressi nel periodo solitamente vietato, che va da giugno a settembre, per compensare e recuperare un’operatività che sarà nulla per almeno i prossimi tre mesi».

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